Rassegna Stampa

  Mourinho vola basso "Non sono Harry Potter" Il tecnico portoghese dal raduno: "Non è positivo avere 28 giocatori in rosa e questo gruppo non è quello dei miei sogni.
La Champions? Come qualità non siamo tra le prime 3-4 d'Europa, lavoro di più ma non faccio miracoli" APPIANO GENTILE (Como), 10 luglio 2009 - Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? José Mourinho si dice felice di ricominciare, felice e poco sorpreso di ritrovare Ibra.
C’è qualcosa però di cui non è felice: aveva previsto otto uscite dalla sua rosa, ma nessuno se ne vuole andare.
Questo è il cruccio principale, questo blocca anche il mercato in entrata dell'Inter.
ESUBERI — "Partire con 30 giocatori è un problema, non è buono per il lavoro.
Soprattutto non è positivo ritrovare giocatori che io non voglio qua, che sanno che non mi servono.
Forse oggi i calciatori sono meno orgogliosi di qualche anno fa, quando dicevi loro che non erano utili al progetto bastava.
Ora sembra che le priorità siano altre: economiche, di stile di vita, piuttosto che provare una nuova sfida, come ad esempio ha fatto Jimenez.
Io devo rispettare le regole dei contratti, ma come allenatore non cambio le mie idee su chi mi serve e chi no".
ZERO ENTRATE — Le uscite servivano per snellire la rosa, ma anche per incassare: "Secondo i progetti per questa stagione dovevano esserci otto giocatori in uscita e quattro in entrata, molto specifici.
In questo momento 4 sono partiti, tre in scadenza di contratto e uno in prestito, incassando zero.
E dei quattro mancano ancora un trequartista e un difensore centrale.
Ma sia chiaro, questa non è una critica al club: non possiamo spendere troppo senza avere soldi in entrata.
Non sono critico, arrabbiato o deluso: non è la rosa dei miei sogni ma è la realtà, e poi gli obiettivi della squadra verranno adattati alla realtà.
Ma non posso chiedere di più al presidente: lavorerò di più, ma non posso fare miracoli.
Non sono Merlino o Harry Potter".
PARTIAMO DIETRO — Insomma, così com’è questa rosa non basta per colmare il gap con le grandi d’Europa: "Il Barcellona è stato campione d’Europa, ma al 90’ della semifinale era fuori.
Si conferma che la Champions è la competizione dei dettagli, ma è anche quella della qualità: e su quest’ultima non siamo allo stesso livello di 3-4 squadre.
Possiamo vincere se i dettagli ci sono amici, ma partiamo dietro".
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