Rassegna Stampa

  "In Italia vincere è più difficile E i giocatori sono più liberi" Qualche giorno fa aveva dichiarato di prediligere il calcio inglese.
Ora, in occasione del lancio della trasmissione “Football’s Next Star” con Redknapp in veste di interlocutore, il tecnico nerazzurro parla del nostro campionato così: "Gli ultimi anni in Champions League hanno dimostrato che le squadre italiane non sono sullo stesso livello di quelle inglesi, ma se si sposta il discorso al campionato, si vede come le piccole in Italia siano migliori"       LONDRA (Gb), 3 gennaio 2010 - Josè Mourinho torna a parlare delle differenze fra calcio inglese e italiano e lo fa con Jamie Redknapp, ex giocatore, cugino di Frank Lampard nonché commentatore del “Sunday Telegraph” e figlio del più celebre Harry, allenatore del Tottenham.
L’occasione è il lancio della trasmissione “Football’s Next Star”, che prende il via questa sera e nella quale Redknapp è il mentore di un gruppo di ragazzini che sperano di vincere un contratto con l’Inter.  “PIU’ FACILE ALLENARE IN INGHILTERRA” — “E’ difficile spiegare cosa significhi allenare un calciatore italiano – spiega Mourinho a Redknapp – perché io non ho tanti italiani in squadra, anzi ne ho solo due o tre.
Il nostro nome è “Internazionale” e io alleno giocatori di dieci-dodici nazioni differenti.
Immagino sia più facile fare l’allenatore in Inghilterra, perché voi avete un concetto diverso sul ruolo del boss e su quello che significa.
In Italia, invece, devi sempre essere al massimo nel gestire le emozioni, perché i giocatori sono molto più liberi di esprimere la loro opinione.
Ai tempi del Chelsea, stavo facendo qualcosa di simile anche io, perché non mi piace essere un leader che lavora da solo e voglio che le altre persone si sentano coinvolte in quello che faccio.
Ma non era una cosa semplice e ci ho messo del tempo, ma quando ci riesci, poi hai i giocatori in pugno”.  “IN ITALIA CONTA IL RISULTATO” — Quanto all’intensità di gioco, anche qui le distanze fra Premier League e Serie A sono notevoli.
“In Inghilterra, c’è maggiore intensità in campo, ma in Italia è più difficile giocare, perché ogni squadra è perfettamente organizzata dal punto di vista tattico.
E’ vero, gli ultimi anni in Champions League hanno dimostrato che le squadre italiane non sono sullo stesso livello di quelle inglesi, ma se si sposta il discorso al campionato, si vede come le piccole squadre in Italia siano migliori delle piccole squadre in Inghilterra.
Certo [...]

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