Recensione: "Achille piè veloce" di Stefano Benni

 “Sai cos’è un amico? Uno che non ti vede come un rosario su cui sgranare le proprie assoluzione, ma come qualcosa di complicato e doloroso che cammina insieme a te, qualcosa che non capisci mai fino in fondo e che ti invade.
Mentre tu parli io mi alzo da quella sedia e vado a vedere il mondo.
Mentre io parlo tu ti siedi e scopri che sei muto e senza fiato, con la testa inchiodata e le mani incapaci di parare i colpi.
Poi la vita ci darà strade diverse.
Tu prenderai tutta la gioia che puoi, io mi accontenterò di sognare a una finestra, tu soffrirai per piccoli grandi dolori, io ti invidierò per questo.
Il luogo ove si incontrano la nostra amicizia e la nostra invidia è un luogo raro, e basterebbe che tu lo ricordassi sempre perché io sia, una volte per tutte, rispettato.”
Ho voluto introdurre questa recensione citando un passo di questo meraviglioso libro.
E’ la storia di Ulisse un giornalista e scrittore in crisi creativa (nella sua vita ha scritto un libro solo) e lavora in una casa...

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