Recensione: "La ragazza con l’orecchino di perla"

Non so come iniziare a definire questo libro. Non so se è troppo semplice e superficiale o se la sua forza è proprio la sua semplice superficialità.
E’ la storia di Griet, sedicenne dagli occhi grandi che vive a Delft, in Olanda, nella seconda metà del Seicento. Una fantesca, che ama l'arte, i colori, la luce; e del famoso pittore, Vermeer, che proprio sulla luce, sulle sfumature di colore ha basato la sua arte.
Umile e orgogliosa, con la grazia della sua innocenza ma anche con la sua sensibilità e la sua intelligenza mette in ombra le principali figure femminili del romanzo. Per necessità familiari la giovane, figlia di uno dei decoratori di piastrelle più rinomati di Delft - privato, per un incidente, "degli occhi e del lavoro" va a "servizio" in casa del pittore. Il suo compito è di fare le pulizie nell'atelier del pittore, agendo delicatamente, senza spostare né urtare nulla.
Cambia, a sedici anni, la vita della ragazza influenzata del fascino dell'arte, del bello, dei quadri de...

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