Recensione "Manolo e i wild boys" di Giulia Reale

“[…] I pomeriggi passati a imbrattare muri per lasciare un segno sulla via, cercando di lasciare una scia positiva”.
Così oggi noi conosciamo Emanuele, per gli amici Manolo: grazie alla scia, alle tracce di sé che positivamente ha lasciato dietro e che Giulia Reale ha raccolto nel libro a lui dedicato.
“Manolo e i wild boys” è una storia che ha poco di biografico, pur essendo incentrata sulla figura di questo giovane ragazzo di Novoli (LE) morto prematuramente: non troverete foto d’infanzia, né date importanti o altri elementi di rilievo. Manolo non era un personaggio famoso, come si usa dire: era un semplice ragazzo, uno di noi, l’amico di tutti e un riferimento per chi voleva ascolto. Non è, dunque, una biografia eppure non potrebbe raccontare meglio l’essenza stessa che lo caratterizzava. Un titolo evocativo, ma non lasciatevi ingannare, perché “i wild boys” non sono una band musicale o il gruppo scout a cui apparteneva: era semplicemente un modo per identificarsi, è la gente che ...

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