Recensione di “Quasi innocente” di Paolo Pinna Parpaglia, Newton Compton, 2019

Secondo libro di Paolo Pinna Parpaglia, avvocato sardo, dopo il geniale “Quasi colpevole”.
In precedenza pubblicato con il titolo “Marghine”, dal nome della zona della Sardegna in cui è ambientato, questo romanzo giallo ha per protagonista l’avvocato Antonella Demelas, che avevamo già incontrato in “Quasi innocente”, mentre Quirico D’Escard resta (purtroppo) poco più di una comparsa.
L’avvocato Demelas si è spostata da Cagliari a Borore, paesino dell’entroterra sardo, perché chiamata dalla famiglia Cherchi a difendere il figlio Roberto, principale sospettato degli omicidi di Giuseppe Nonnis e Mariano Spada, uccisi con un complicato meccanismo che ha fatto sì che a premere materialmente il grilletto del fucile siano state le rispettive mogli. Roberto Cherchi, ragazzo giovanissimo ma di mentalità e comportamenti decisamente adulti, da tutti giudicato “strano” (quindi a maggior ragione sospettabile di omicidi così “strani”) è scappato, dandosi alla macchia, poco prima che i Carabinieri si...

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