Reddito di cittadinanza, slitta cdm e le Regioni sono preoccupate

Slitta ancora il consiglio dei ministri su reddito di cittadinanza.
La riunione di governo avrebbe dovuto tenersi oggi, ma a quanto si è appreso il testo del provvedimento che contiene anche le misure sulla “quota 100” per le pensioni non sarebbe ancora pronto.
Le Regioni sono fortemente preoccupate per i tempi Intanto, le Regioni chiedono che prima del varo del decreto sul reddito il governo si confronti con gli enti locali, a cui fanno capo i centri.
“La bozza del decreto sul reddito di cittadinanza suscita forte preoccupazione per tempi, modalità, personale e risorse”, ha detto la coordinatrice della commissione Lavoro e Istruzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Cristina Grieco.
“Purtroppo il dialogo con il ministro si è interrotto ad ottobre, ma mi auguro che riprenda urgentemente.
Per questi motivi ho chiesto un confronto urgente centrato proprio sul testo del decreto relativo al reddito di cittadinanza e spero che venga sanata la grave assenza di ogni riferimento alle Regioni e alle Province autonome – che hanno la titolarità dei Centri per l’impiego – riscontrata nei testi oggi in circolazione”.
Suonano tanti campanelli di allarme “Guardando i testi per il momento disponibili”, secondo l’assessora della Regione Toscana, “ci sono diversi aspetti che suonano come tanti campanelli di allarme.
Preoccupa che in un percorso di questa portata non si sia puntato su un accordo strategico con le Regioni e sul un loro netto coinvolgimento.
Sappiamo che si implementeranno sistemi informativi nuovi, mi auguro innovativi, ma ancora non li abbiamo visti, né abbiamo potuto sperimentare l’interscambio con quelli esistenti a livello territoriale.
Mancano i riferimenti alle risorse per la ristrutturazione, la modernizzazione tecnologica e la formazione dei centri per l’impiego.
Infine, le Regioni sarebbero già pronte a partire con i previsti piani straordinari di assunzioni che il Governo stesso aveva prospettato, ma sono ancora in attesa delle decretazioni necessarie”.