Referendum Atac, niente quorum: alle urne il 16%. Esulta Raggi

Roma, (askanews) - Poco più del 16% dei romani ha votato al referendum consultivo sul futuro del trasporto pubblico locale della Capitale.
Non si è raggiunto il quorum del 33%.
Hanno detto sì alla liberalizzazione 386.785 cittadini; il 75% di chi si è espresso ha detto sì al primo quesito sullo stop al monopolio di Atac, il 74% ha detto no al secondo sui trasporti collettivi.
Partecipazione maggiore al referendum si è registrata al centro di Roma, a guida Pd, nel I e II Municipio, ma non è bastato a raggiungere il quorum.
La sindaca Virginia Raggi ha esultato su Twitter: "Atac resta dei cittadini.
I Romani vogliono resti pubblica.
Ora impegno e sprint finale per rilanciarla con acquisto 600 nuovi bus, corsie preferenziali, più controlli, riammodernamento metro.
Attenzione e rispetto per tutti i votanti".
Mentre i promotori del Comitato del Sì hanno confermato di voler ricorrere contro l'esito del voto, sostenendo che: "non serve il quorum per questo referendum".
Il deputato di +Europa Riccardo Magi, presidente del Comitato ha fatto sapere che "la questione sarà impugnata davanti al Tar, se il Campidoglio insiste con l'esistenza del quorum.
Tra l'altro - ha detto - già di per sè il quorum per un referendum consultivo non ha alcun significato e questa è anche la motivazione alla base dell'intervento che ha fatto il Campidoglio sullo statuto comunale".
Il promotori del referendum hanno inoltre denunciato che alcuni presidenti dei seggi hanno impedito di votare a chi fosse sprovvisto di tessera elettorale nonostante fosse stato indicato che bastava un documento di riconoscimento e l'iscrizione nelle liste della sezione.
Il Comitato "Mejo de No" ha affidato invece a Fb la propria soddisfazione per il risultato: "Nel 2011, 1 milione e 200mila romani avevano già votato e sonoramente bocciato l'idea di affidare al privato il servizio pubblico e oggi semplicemente hanno ignorato il disperato tentativo dei radicali di sovvertire il giudizio popolare".

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