Referendum Costituzionale: il NO dei lavoratori contro UE, Confindustria e Renzi

Assemblea Pubblica a Messina, sabato 10 settembre ore 17.30 via Lepanto 19 (zona Duomo) Il Comitato Popolare per il No al Referendum Costituzionale, promosso dal Partito Comunista, organizza un assemblea pubblica sul referendum costituzionale con l'obiettivo di promuovere un punto di vista diverso e di classe nella campagna referendaria con un posizione indipendente e autonoma della classe lavoratrice e gli strati popolari nell'opposizione alla controriforma costituzionale del Governo Renzi, Unione Europea e Confindustria in continuità con le altre riforme antioperaie e antipopolari, come il Jobs Act, l'attacco ai diritti nei luoghi di lavoro, alla democrazia sindacale e al diritto di sciopero, all'insieme dei diritti sociali e democratici conquistati dal proletariato con dure lotte.
https://www.facebook.com/events/532602076945926 ___________________ ASSEMBLEA PUBBLICA MESSINA 10 SETTEMBRE 2016 REFERENDUM COSTITUZIONALE: IL NO DEI LAVORATORI CONTRO UE, CONFINDUSTRIA E RENZI La “controriforma costituzionale”, promossa dal governo Renzi e il PD, disegna una deriva autoritaria e reazionaria dell’ordinamento istituzionale-statale funzionale agli interessi della classe padronale in perfetta continuità con l’offensiva antioperaia e antipopolare che il padronato italiano e internazionale hanno scatenato contro la classe lavoratrice e i settori popolari nella perdurante crisi del capitalismo.
La modifica reazionaria dell’architettura dello Stato non è fine a se stessa, si tratta di una scelta politica delle classi dominanti che mirano a perfezionare così la loro dittatura con un maggiore decisionismo autoritario e il rafforzamento dei poteri dei governi che si associa all’irreggimentazione dei rapporti lavorativi, maggiore controllo sociale e una complessiva forte limitazione delle libertà democratiche.
L’unico reale obiettivo di questa nuova riforma peggiorativa della Costituzione è quello di adeguare le istituzioni statali alle necessità dell’oligarchia finanziaria, rendendole più rapide e funzionali all’intensificazione del loro attacco che sta demolendo le libertà e diritti sociali e democratici a partire dai luoghi di lavoro con la limitazione del diritto di sciopero e libertà di organizzazione sindacale dei lavoratori, l’applicazione spietata del Jobs Act, la precarizzazione e flessibilizzazione lavorativa con maggiori soprusi padronali per incrementare lo sfruttamento e l’oppressione, la rapida attuazione delle direttive dell’UE, così come la demolizione dei servizi pubblici, l’attacco al [...]

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