Referendum a Bari tra Luca Bianchini, Marco Ponti e Uccio De Santis

È interessante comprendere le differenze che ci sono tra un libro ed un film di pari titolo.
Per La Cena di Natale l'occasione è data questo pomeriggio da un incontro a Bari.
Arriva nella libreria Feltrinelli per primo lo scrittore Luca Bianchini, subito intercettato per firma-copie e dediche e poi coinvolto da Donatella Azzone in una intervista per Telenorba.
Alla chetichella si introduce il regista Marco Ponti, camuffato da semplice avventore, mentre Uccio De Santis non passa inosservato, tra saluti, abbracci e quant'altro.
Gli artisti sono accompagnati dal critico cinematografico Carlo Gentile (Rai Cinema / Sncci), che saluta Marcello Introna e Maria Teresa - entrambi pugliesi - e con pazienza mette ordine e dà inizio all'incontro con il pubblico.
E subito il regista cerca di rispondere alla domanda iniziale: «Abbiamo già alle spalle un film (Io che amo solo te) e ciascun attore, prima di girare, ha una opinione ben precisa sul proprio personaggio, che è completamente diversa da quanto delineato dalla sceneggiatura e che – a sua volta – non coincide, spesso, con il testo del libro.» Interviene Bianchini per ricordare che c'è anche l'audiolibro e per dare atto che il testo del libro che oggi si presenta è nato proprio da una conversazione con il regista, il quale gli manifestò l'idea di fare un libro con la continuazione della storia, ad un anno data.
Uccio De Santis (Nella Foto) interrompe e ricorda: «Nel libro c'erano due preti.
Io ho fatto la parte di entrambi.
Hanno visto in me tutta la parrocchia! Vi descrivo la scena della confessione di Ninnella.
Porto sul set un pezzo artigianale di confessionale portatile, che si regge con una impugnatura; il tutto dura cinque ore e - infine - saprò che tutta la prima parte sarà tagliata.» Il pubblico chiede se ci sarà un terzo libro (o un terzo film?) e lo scrittore propone tre diverse trame: il battesimo; la crociera; le nozze tra persone dello stesso sesso.
Nella confusione i presenti alzano le mani e pare - in questo referendum improvvisato - che il battesimo sia la proposta vincente.
In conclusione il regista chiarisce che – essendo nato in Piemonte – vede il mondo della Puglia con occhi diversi.
Spiega che non si è affatto fermato a Polignano a Mare.
E fa l'esempio della Casa dove avviene la Cena: «In esterni il portone si trova a Polignano; in interni il salone è a Monopoli e la camera da letto si trova a Martina Franca.
Ma ci sono scene anche a Fasano e Cisternino.
È il cinema, Signori...» - Guarda: In Copertina - Sul set a Polignano a Mare [...]

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