Regione: La sinistra è lacerata, le Istituzioni sono alla deriva e la Calabria muore!

Pur essendo abituati alle mille contraddizioni ed alle molteplici lacerazioni del centro sinistra a livello nazionale, nelle ultime settimane stiamo assistendo, nell’universo politico ed istituzionale della nostra Regione, ad una serie di anomalie tutte calabresi.La prima anomalia è riscontrabile nel processo, di natura evidentemente verticistica, che dovrebbe portare alla costituzione del partito democratico.
In questo processo il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, si ritrova magicamente all’interno del comitato nazionale dei 45 presunti saggi che dovrebbero guidare la costituzione del nuovo soggetto politico.
In una Regione “normale”, le componenti politiche che sostengono la giunta Loiero interessate al processo di costituzione del nuovo partito (DS e Margherita per fugare ogni equivoco), avrebbero dovuto esultare e congratularsi con il Presidente, massima autorità istituzionale e politica della Regione ed elemento di sintesi dell’intera maggioranza di sinistra, per l’importante riconoscimento ottenuto.
Questo in una regione “normale”.
In Calabria la nomina di Loiero provoca una sommossa politica.
Dirigenti di partito, sindaci, consiglieri ed assessori a vario livello, si autosospendono dai partiti o minacciano di farlo, viene avviata una forte e radicale campagna di protesta nella quale vengono raccolte migliaia di firme, i dirigenti locali di DS e Margherita costituiscono comitati e tavoli anti Loiero.
Insomma, una reazione così forte da lasciare perplessa l’intera Regione che, vivendo una situazione a dir poco drammatica, non si spiega le ragioni di questi conflitti.
Regioni che, come purtroppo appare evidente, sono da ricercarsi in una faida interna al centro sinistra che, nell’ambito di un articolato gioco di potere, sta paralizzando completamente l’amministrazione Regionale ormai incapace di affrontare anche i più comuni problemi di ordinaria amministrazione.
Incapacità messa in evidenza dalla stessa maggioranza di sinistra che, nella sua ormai consueta dicotomia tra sinistra di lotta e di governo, scende in piazza il 19 giugno a protestare contro se stessa in uno sciopero generale organizzato da un sindacato che, seppur imbarazzato, non può fare a meno di denunciare l’assoluto immobilismo della Regione e la sua incapacità ad affrontare i problemi.
Anche qui sembra emergere un’altra anomalia.
C’è infatti da chiedersi come mai la sinistra che ha la maggioranza alla Regione scende in piazza per protestare contro la sua stessa incapacità.
Qui la risposta è più [...]

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