Renzi / Bersani / D’Alema

Se l'esperienza delle primarie non produce gli effetti desiderati, dovrebbero ricordarcelo gli italiani alle urne.
A convincere gli elettori servono anche i fatti e oggi di fatti si vedono ben pochi.
Tante parole, ma ciò di cui ha bisogno questo Paese è stabilità non solo economica e finanziaria, ma anche mentale.
Non si può affrontare una campagna elettorale fra compagni di partito col coltello tra i denti , e non si può andare alle urne senza un programma e un progetto adeguato ai tempi che corrono o meglio ai tempi che inesorabilmente scorrono all'insegna di prospettive ben più gravi di quelle passate e appena trascorse.
Evidentemente c'è chi lavora solo per avere un posto in paradiso, conscio che male che vada riavrà il ritorno economico auspicato, un vitalizio e tante agevolazioni.
Se chi è al parlamento, eletto dai cittadini, svolge un lavoro, oltre alla retribuzione deve avere i contributi previdenziali come qualsiasi altro cittadino e come tutti i cittadini dovrebbe avere diritto alla pensione solo dopo aver raggiunto almeno il requisito anagrafico e contributivo (cumulo) della vecchiaia e/o anzianità.
La corsa al parlamento non è una vocazione, ma è quell'isola felice che tanti italiani, nel tempo, hanno costruito e trasformato nel posto più sicuro e redditizio, ne è prova evidente che concorrono sempre gli stessi e quando "arriva", un nuovo isolano, ha già il bagaglio occorrente per una lunga sosta.
Tanti anni fa, questo paese, è stato consegnato, anche dagli italiani oggi indignati, a una nuova e pericolosa leadership che impone la peggiore delle dittature, quella mentale.
Convinta che il paese avesse bisogno di nuove leve e di nuove ideologie s'iniziò col lavaggio del cervello e poi col condizionamento, fino ad arrivare al punto di dover dire che la causa dei mali attuali sono stati gli sprechi alla scuola, alla sanità e alla previdenza.
Mai si è detto di una giusta riforma elettorale e del lavoro, la causa di ogni male non è stata l'evasione fiscale o la fuga delle risorse umane e strumentali all'estero e non è stato il mancato controllo su tutte quelle grandi aziende che oggi non producono occupazione, quindi ricchezza, poiché non più sovvenzionate dallo stato garantista.
Il male che preoccupa e da curare in queste ultime ore è quello dell'editoria e dell'informazione, si scrive troppo e si parla troppo, si scrive nei blog senza controllo.
Ecco cosa preoccupa la classe dirigente di oggi, il controllo dell'espressione e della parola, poiché zittendo le fonti pericolose, si riprende a [...]

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