Renzi e il Pd, sfida all'americana

Renzi e il Pd, sfida all'americana.
Con l'handicap politico dell'apertura al centrodestra dal nostro inviato Christian RoccaCronologia articolo13 settembre 2012Commenti (20     VERONA - Non era esattamente con questi titoli – «Chi vota Berlusconi venga da me», «i delusi del Pdl votino per me» – che Matteo Renzi avrebbe voluto sottolineare la notizia della sua candidatura alle primarie del centrosinistra, annunciata ufficialmente questa mattina all'Auditorium della Gran Guardia di Verona, ma come un sol uomo giornali, agenzie e blog hanno scelto di definire l'evento veronese del sindaco di Firenze con la decisa e sconveniente apertura all'elettorato di centrodestra deluso da Silvio Berlusconi e dalla Lega.
Su questo punto, in effetti, ruota tutta la questione Renzi, la sua rilevanza nazionale e il suo handicap politico.
Non c'è dubbio che il sindaco di Firenze possa convincere gli elettori di centrodestra, ma prima di arrivare alle elezioni generali dovrà conquistare alle primarie il consenso degli elettori di centrosinistra, apparentemente restii ad affidarsi a chi non fa dell'antiberlusconismo militante una bandiera o una ragione di vita.
A ragionare con la testa, e non con la pancia, la capacità di Renzi di parlare e di convincere l'altra metà dello spettro politico, quella fondamentale per vincere le elezioni in un paese diviso come una mela, dovrebbe essere la carta vincente.
Ma alle primarie di partito, come succede negli Stati Uniti, spesso prevalgono altre logiche e capita che lo scontro si concentri sul grado di purezza ideologica piuttosto che sulle capacità finale di vittoria.
I sondaggi sembrano confermare questo ragionamento: il segretario del Pd Pierluigi Bersani è in vantaggio se si considerano soltanto gli elettori di centrosinistra, ma è costretto a inseguire Renzi se la scelta fosse affidata a tutti i cittadini italiani.
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E a chi ha scelto Berlusconi: «Non ho paura di chiedere voti agli ex centrodestra» Il 2013 si avvicina e Monti teme i vizi della vecchia politica   Renzi non ci gira intorno, non aspetta il suo turno e non schiaccia ipocritamente l'occhio alla sinistra del suo schieramento.
Gioca la sua partita, alle sue condizioni, lanciando una sfida all'americana all'establishment del partito e del paese con una mini convention, con i cartelli dei militanti con lo slogan «Adesso!» dell'incipiente [...]

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