Renzi, il leader più capace. Il Pd, il seme da cui ripartire ma con meno letame.altrimenti il seme marcisce.

Il risentimento e l’astio verso Matteo Renzi, già segretario del partito democratico e presidente del consiglio, sta riaffiorando sotto forma di sollievo di molti compagni per la sua scelta di separare le sue sorti da quelle del PD. Forse questa è la vera ragione del suo gesto.
Un “clima infame” contro il leader più capace
Questo “clima infame”, come avrebbe detto Bettino Craxi, perdura da anni e scaturisce da un conflitto che attiene non tanto alle scelte politiche, ma a quelle identitarie e di stile di leadership, che certamente hanno caratterizzato la sua non breve stagione alla guida del partito democratico.
Considero Renzi non una risorsa, ma il leader di gran lunga più capace (come lo fu in epoca più risalente Massimo D’Alema) che si sia misurato con la fase politica avviata con la crisi del 2008, avendo interpretato da subito la domanda di rottura di una stagione ormai definitivamente alle spalle, quella dell’Ulivo e di Berlusconi, impropriamente chiamata seconda repubblica...

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