Renzi, la Costituzione e l’odio

Approvata in una sala vuota, disertata da tutte le opposizioni, passa la legge di riforma costituzionale (ddl Boschi) con i voti a favore di tutto il PD, anche della solita minoranza parlante, ma votante, e dei vari fuoriusciti della destra berlusconiana.
Procede come sempre il governo dei non eletti, fondando il suo potere su una serie di accordi con transfughi della destra e con i “cambia casacca” delle varie minoranze, benché ormai da tempo non sia più reale espressione del volere popolare.
Quella carta, che viene modificata per accentrare i poteri nelle mani di quel partito che raggiungerà la maggioranza relativa, in votazioni dove l’astensione è diventato l’unico serio segno del volere popolare, si appresta a divenire il lasciapassare della politica dei lobbisti e dei corrotti, una specie di “carta bianca” dove temi come istruzione, tutela dell’ambiente, infrastrutture ed ordine pubblico saranno accentrate nelle mani di quel partito che si approprierà di quei poteri che i padri costituenti avevano saggiamente suddiviso, dopo l’esperienza nefasta del fascismo.
Più che uno snellimento, come ama chiamarlo Renzi, un vero e proprio stravolgimento di quella necessaria bilancia democratica, di quei controlli e supporti necessari a dare voce alle esigenze ed alle volontà dei cittadini, ridotti a meri elettori di una sola camera; un esproprio di quella sovranità popolare che era alla base della Costituzione, con una camera di non eletti, nominati direttamente dai partiti di maggioranza delle varie regioni, e la restrizione su diritti come quello della presentazione di una legge di iniziativa popolare, per la quale serviranno il triplo delle firme attuali.
Un accentramento dei poteri nelle mani di un esecutivo che, molto probabilmente, visti gli andamenti elettorali ultimi, a stento rappresenterà il 20% degli italiani, con la conseguente cancellazione, nei fatti, sia di un dibattito parlamentare sensato che delle opposizioni, ridotte a mere spettatrici dei voleri della maggioranza.
Una democrazia ad immagine del premier, e non più del popolo e delle sue inevitabili variegate esigenze, dove il pensiero unico ne diviene l’asse portante, simile al fascismo, quello che la Costituzione del 1947 voleva cancellare del tutto sia a livello politico che concettuale.
Il referendum consultivo di Ottobre, che Renzi vuole trasformare in una specie di plebiscito, di mussoliniana memoria, in suo favore darà il segno di quanto il nostro paese conservi intatti i valori di quelle libertà conquistate dalla resistenza e [...]

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