Renzi vuole la poltrona di Letta, altrimenti rischia di “scadere” di Eugenio Orso

Come qualsiasi novità, che in tempo di crisi dura sempre meno, anche Renzi deve fare in fretta.
Per questo vuole urgentemente la poltrona di piccolo Quisling occupata da Letta.
Banalmente, quando si apre un locale nuovo, o si lancia un nuovo prodotto, ci si può aspettare un paio di mesi di gloria, di pingui incassi e di buon afflusso di clienti, fidando sulla novità che paga e sulla pubblicità martellante che l’accompagna, ma poi, dopo l’iniziale boom, finito il breve periodo di vacche grasse si dovrà fare i conti con la dura realtà.
Così è per l’ultimo prodotto lanciato in carne e ossa sul mercato politico-elettorale dal pd, cioè per Matteo Renzi.
Il sindaco di Firenze, infatti, altro non è che una creazione mediatico-subpolitica per carpire il consenso degli italiani idiotizzati, impoveriti dalla crisi e dalla grande finanza, prima che questi, messi con le spalle al muro dal debito, dai mercati e dall’euro, sfuggano al controllo sistemico.
Il fatto che Matteo abbia trionfato nella “festa privata” piddina chiamata primarie, cuccandosi la segreteria del partito, non dovrebbe dargli automaticamente il diritto di occupare la poltrona di presidente del consiglio e di scacciare l’ominicchio (sempre con targa pd) che attualmente la occupa.
I maligni dicono che sta cercando di fare quel che fece a suo tempo D’Alema con Prodi, evitando di passare per le elezioni.
Le elezioni politiche, quelle vere naturalmente, per quanto pilotate e soggette a leggi elettorali-truffa, non di certo le primarie.
Pur avendo in passato dichiarato che avrebbe continuato a fare il sindaco, in quel di Firenze, e di non desiderare ardentemente la poltrona di “premier”, non deve stupire se Renzi frigge come nessuno al mondo per gettare Letta dalla finestra del cinquecentesco Palazzo Chigi.
E prenderne rapidamente possesso.
Il tempo stringe, lo specchietto per le allodole potrebbe appannarsi, già fra qualche mese, e Matteo rischia di “scadere”.
Napolitano sembra che rimetta la decisione al pd, che ormai domina incontrastato l’Italia per conto delle eurocrazie, ma probabilmente sta dandosi da fare, sullo sfondo, per il Loro bene e il nostro male.
L’incontro “riservato” con Monti, dell’agosto 2011, pur non costituendo reato penale, fino all’alto tradimento degno di “impeachment”, dovrebbe metterci sull’avviso.
Che Renzi abbia sfacciatamente mentito, quando, appena qualche settimana fa, ha dichiarato di non aspirare alla poltrona occupata da Letta, non dovrebbe stupire il colto e l’inclita.
Anzi, è cosa [...]

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