Repubblica gonfia la querelle Firenze/Pisa all'attacco di Bologna

Leggendo l'articolo pubblicato oggi su Repubblica sembra che il Marconi di Bologna si porti via una fetta di traffico di Firenze.
L'articolo è così sfrenatamente pompata tanto da far sembrare vera la cosa.
Il giornalista, esperto per la sua professione, poco ferrato nel campo aeronautico, preferisce ovviamente il colpo da sensazione, piuttosto che atterrare sulla realtà.
Indubbiamente Firenze ha un debito nei confronti di chi fino ad ora lo ha relegato nella situazione odierna, non a scapito del guadagno per Bologna, ma bensì forse all'interesse di Pisa.
Però oggi questo, anche ai vertici della Toscana Aeroporti, nuova società nata dalla incorporazione di Firenze in Pisa.
Non si può.
E' vietato, oggi severamente vietato.
Prima forse si, oggi no.
Quindi a chi cercare di addossare colpe, et voilà, Bologna.
Il giornalista bolognese privo di queste conoscenza ci casca come un allocco e distorce la realtà.
C'è tutto un rigirio di parole, ma non si menziona ad esempio che per far la pista nuova il primo ministro abbia dato disponibilità governative pubbliche fino a 150 milioni di €.
Andando avanti, si costruisce un case che arriva addirittura a termini del tipo leakage index.
Beh, tutti hanno questo problema.
Semplicemente perché, ogni aeroporto ha dei voli in arrivo ed il passeggero si è fatto le sue migliori considerazioni su dove atterrare.
non è detto che domani con la pista da 2400 metri a Firenze, tutti, proprio tutti atterrino a Firenze.
sarà l'end user a deciderlo sulle sue migliori necessità.
Quindi perché montare dei casi, quando questi non sono decisi da chi ha in mano le infrastrutture.
Quindi c'è un intervista ad Enrico Postacchini, presidente della SAB.
Cinque domande, un po' pungenti a cercare il caso, ma ben evitate dal nr.
1.
E' ovvio che la concorrenza di Firenze più Pisa, ma sopratutto il nuovo asse Venezia che ha messo recentemente le mani su Verona è più che un concorrente rispetto a quella toscana che a chiacchiere mira ad essere il terzo polo italiano.
Il terzo è e rimarrà Venezia.
Punto e basta.
ma le chiacchiere a Firenze è tempo che se ne fanno e se ne facessero meno e con più fatti sarebbe meglio.

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