Riccardo Scamarcio a Bari con Pericle il Nero, e con Mamma e Papà

Arriva con lieve ritardo Riccardo Scamarcio alla libreria Feltrinelli di Bari, dove è atteso in un piovoso pomeriggio da un pubblico che occupa tutte le sedie e si assiepa in piedi intorno all'attore.
Arriva anche Stefano Mordini, regista del film Pericle il nero (Nella Foto) ed entrambi vengono intervistati dal giornalista Livio Costarella, che ha fatto trovare una copia del romanzo di Giuseppe Ferrandino (Adelphi 1993) da cui è tratto il film stesso.
È arrivato da solo alla guida della sua jeep bianca e in libreria - tra gli spettatori - ci sono i suoi genitori, Irene ed Emilio, che pazientemente assistono a tutto l'incontro e – solo al termine – si avvicinano ad abbracciare il (famoso) figliolo, che – tuttavia – lascerà la sala da solo.
Scamarcio ricorda che già Abel Ferrara voleva fare questo lungometraggio dieci anni fa, ma non se ne fece niente, poi tre anni fa ha deciso di produrre lui stesso questo titolo e ha dedicato due anni - nelle vesti di produttore - a cercare gli accordi con le Tv, con le co- produzioni in Francia e Belgio (dove poi ha girato).
Viene applaudito quando spiega il suo attaccamento alla Terra di Puglia e invita ad andare a vedere il film al Multicinema Galleria, dove si recherà più tardi.
Conferma il suo viaggio a Lecce per Domani sera (sarà al Db d'Essai) e soprattutto quello – più importante - Mercoledì sera a Cannes, per essere pronto il giorno seguente.
Una signora si addormenta tra il pubblico.
L'attore interrompe tutto e fa portare dei caffè.
Un siparietto non programmato: porta la tazzina alla signora, nel frattempo sveglia, e girerebbe anche lo zucchero.
È l'occasione per qualche espressione in dialetto, anche colorita, particolarmente apprezzata da Pinuccio di “Striscia”, appostato, ma non in servizio.
Tutte le altre persone presenti rimangono ben sveglie, soprattutto le ragazze posizionate in prima fila, che sottopongono alle immancabili foto con il telefonino l'attore, che si adegua con un sorriso e con espressioni che sembrano dire: «Cosa bisogna fare per promuovere un film...» Adr.
S.

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