Ridipingo il muro!!

Oggi il mio blog ha parlato di primi baci.
Ma di quante cose ha parlato fino adesso? Tante, tantissime.Ha parlato di amori finiti, di nuotate notturne, di anima, di gioco, ha detto qualcosa di un legionario ma anche qualcosa sulla ex-Germania dell’Est, di musica, di mia madre, di amore.Ha parlato dei miei amici.
Di quei due ragazzi che sono seduti a terra, schiena poggiata al muro, che si accorgono di essere cambiati ma che non hanno fugato i loro dubbi sull’esistenza e che tutto sommato sono riusciti a sopravvivere alle loro ex-ragazze e alle fobie collettive.
Sono cambiati, vero, però quando assieme è uguale a prima, dentro sono loro, e ci sono altri due che la pensano così.Il muro è fatto con mattoni rubati a Parigi e con qualche pietra trafugata in Magna Grecia.Sul muro, come ogni muro che si rispetti, ci sono scritti nomi di donne, come nei muri dei licei.Tanti si sono fermati a guardare questo muro, qualcuno vi ha scagliato qualche pietra contro, per sfogarsi, qualcuno vi ha scritto sopra, qualcuno mi ha detto qualcosa in più di se, qualcuno ha preferito che cancellassi subito ciò che vi aveva scritto.Una volta dei ragazzini di 13 anni hanno disegnato una porta da calcio, sul muro, e lo hanno preso a pallonate.
Qualcuno di loro aveva la maglia dell’Inter.Io ho appeso al muro delle cartine geografiche e un post-it con scritto “ricordati sempre di tenere il passaporto valido”.A terra, proprio ai piedi del muro, ci sono tante, troppe bottiglie.
Un giorno dovrò raccogliere e buttarle, altrimenti chi vorrà scrivervi sopra dovrà farlo da lontano.La cosa che c’è di più sul muro? Ci sono io.
I miei pensieri, le mie paure, le mie perplessità, le mie gioie, i miei dolori.Ci sono io.Non capisco come posso essere stato accusato talvolta di non dire la verità, c’è la mia vita, come può non essere vera? Forse per il modo in cui è descritta, una volta mi è stato detto, e mi ha fatto piacere non lo nascondo, che sembra “un blog serio, di uno che fa sperimentazioni linguistiche”.
Dal muro ogni tanto mi allontano, vado a fare visita a quei nomi scritti a destra, anche lì si respira aria di vita vera.Spero però di avervi anche fatto ridere pensando alle suore che vengono a benedire la mia casa, oppure a quando scelgo il momento sbagliato per “provarci”.
Non è un muro eretto ad autocelebrazione, non è succube di questi fascismi, parla solo di me, di errori, di cose belle, di cose brutte, del mio essere spesso sbronzo e sempre sospeso.E’ un muro dritto, orgoglioso, di quelli costruiti da un [...]

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