Riforma PA

Da “La Tecnica della Scuola” Sì alla riforma della PA: licenziamenti facili, basta malati finti, stretta su dirigenti e concorsi Alessandro Giuliani   Il 4 agosto a Palazzo Madama è arrivato il via libera, in terza lettura, alla riforma della pubblica amministrazione.
La nuova legge, però, rappresenta solo l’inizio del lungo processo di revisione delle norme che regolano i rapporti di lavoro dei dipendenti statali.
Il testo, infatti, affida al Governo circa 15 deleghe da adottare entro 12 mesi (con alcuni decreti attuativi da emanare anche entro 18 mesi).
In attesa di recepire il testo approvato, abbiamo “raccolto”, per i lettori della Tecnica della Scuola, le principali novità della riforma della pubblica amministrazione.
  LICENZIAMENTI FACILI - Quando scatterà un'azione disciplinare non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto: la pratica dovrà essere portata a termine, senza escludere, laddove è necessario, anche il licenziamento del dipendente reo di cattiva condotta professionale.
Quanto alla diatriba sull'articolo 18, però, la reintegra resterebbe.
  VITA DURA PER I FINTI MALATI - Niente più dipendenti malati immaginari.
Per centrare l'obiettivo, le funzioni di controllo e le relative risorse passano dalle Asl all'Inps.
Vengono poi posti dei paletti per il precariato.
C'è anche un passaggio per favorire la staffetta generazionale, ma a costo zero.
Nasce la Consulta per l'integrazione dei lavoratori disabili.
  STRETTA SUI DIRIGENTI – Anche i capi diventano licenziabili se valutati negativamente.
Ma pur di non essere mandati potranno optare per il dimensionamento.
D’ora in poi, carriera e retribuzione saranno valutate in base al merito.
Con la delega arriva il ruolo unico dei dirigenti (uno per lo Stato, uno per le Regioni e uno per gli Enti locali).
Gli incarichi non saranno più a vita, possono durare quattro anni estendibili di altri due, e si può essere licenziati se l'ultimo incarico ricoperto viene valutato negativamente.
Introdotto anche lo stop ai dirigenti condannati dalla Corte dei Conti: si prevede la revoca o il divieto dell'incarico, in settori sensibili ed esposti al rischio di corruzione, ai dirigenti condannati dalla magistratura contabile, anche in via non definitiva, al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.
Inoltre, per i nuovi dirigenti è previsto un solo ruolo (seppure diviso su tre livelli: statale, regionale, locale) senza più distinzione tra prima e seconda fascia.
Si va verso una quota unica (intorno al 10%) per l'accesso di esterni.
La [...]

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