Riforme: giovani destra e sinistra, si' eleggibilita' 18 anni

(ANSA) - ROMA, 14 APR - Dalla Lega Nord al Pd, passando per il Pdl e l'Idv: sono tutti d'accordo, i giovani dei partiti, sulla proposta del ministro Giorgia Meloni di equiparare l'eta' per l'elettorato attivo e passivo, in pratica di poter essere eletti deputati o senatori gia' a 18 anni.
Unica voce "fuori dal coro" quella dei giovani Udc.
L'occasione e' una tavola rotonda, oggi pomeriggio, tra i rappresentanti dei movimenti politici giovanili dei partiti presenti in Parlamento, nell'ambito del mega convegno su giovani e Costituzione organizzato alla Camera dal ministro della gioventu'.
Dice si' all'equiparazione tra elettorato attivo e passivo Massimiliano Fedriga, 29 anni, deputato e rappresentante dei giovani della Lega Nord; gli fa eco Fausto Raciti, 26 anni, segretario dei Giovani Democratici (Pd), che giudica la parificazione "una proposta di buonsenso" ma chiede al contempo di garantire l'opportunità di accesso alla politica: "la politica esige tempo, energie, ma anche denaro e disponibilità al sacrificio personale, che sono appannaggio di pochi.
Per creare vera meritocrazia occorre rimuovere questo tipo di ostacoli".
D'accordo sulla proposta anche Ovidio Attanasio, 35 anni, dell'Idv, per il quale pero' "questo e' solo l'inizio".
Francesco Pasquali, coordinatore nazionale Giovane Italia, si spinge ancora piu' in la', chiedendo di estendere il diritto di voto ai 16enni per le amministrative.
Per Giampiero Zinzi, 27 anni, coordinatore nazionale giovani Udc, e' invece giusto abbassare la soglia dell'elettorato attivo, ovvero consentire ad un diciottenne di votare tanto per la Camera quanto per il Senato, ma per essere eletti bisogna avere 23 anni per la Camera e 30 per il Senato.

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