Rime inedite del 500 (XIV-1)

Rime inedite del cinquecento (Bologna, Romagnoli - Dall'Acqua, 1918) XIV [1 Di Diomede Borghesi] Di Diomede Borghese Svegliato Intronato.
Alla signora Lucrezia Letitia senese.
Donna, ch'oltra la Scithia, oltra l'Egitto Spargi de l'opre tue la fama e 'l grido, Mentre lontana al cieco volgo, infido Segni calli di gloria eccelso e dritto.
Amor, che vincer puote animo invitto.
Poi ch'ha ne' suoi begli occhi il seggio e 'l nido Onde fa scorno Etruria a Cipro, a Gnido Così nel petto mio ferendo ha scritto.
Lucretia, per cui l'arbia il letto ha d'oro, Con sue bellezze in terra uniche e sole, Superbe al carro mio spoglie ministra.
Ella, che ornato il crin d'eterno alloro Riluce intorno al paragon del sole, È di sacra virtù figlia e ministra.
[2 Di Diomede Borghesi] Di Diomede Borghese Svegliato Intronato.
Al signor Borso Argenti.
  Argenti, che d'onor fregiato, e vago Di viver dopo morte, al senso imperi E i sacri d'Elicona erti sentieri Scorri con l'intelletto altero e vago, Deh forma poetando eterna imago Di lei, ch'umilia i cor' selvaggi e fieri, E potrìa serenar cento emisferi Col sol ch'ha ne la fronte illustre e vaga.
Nova Lucretia, che con puro oggetto Ben par che tanto lampeggiando s'erga Che talor Febo ne riceva ingiuria.
Ne l'onorato suo candido petto Pellegrine virtù cortese alberga, Che fan superba a meraviglia Etruria.
[3 Di Diomede Borghesi] Di Diomede Borghese Svegliato Intronato   Già sette lustri neghittosa, oscura, Nel carcere mortal dormito ha l'alma, Or la risveglia e sprona illustre ed alma Beltà, ch'ogni altra più famosa oscura.
Nova Lucretia, che sol brama e cura D'acquistar ben oprando alloro e palma, M'erge, sottratto a miserabil salma A la superna providenza e cura.
Nel mirar gli occhi avventurosi, alteri, Onda mi sembra un Mongibello il core, In grembo a la virtù m'affino e tergo.
Per lor che fiano eterna esca d'Amore Avviene a gran ragion ch'io crida, e speri Lasciar più cigni glorïosi a tergo.
[3 Di Diomede Borghesi] In questo sonetto, nel quale si toccano delle opinioni Platoniche, si mostra quanto sia utile, e quanto onore sia risultato e risulti all'autore dell'avere conosciuto l'eccellenza delle bellezze della divina signora Lucrezia Senese.
Et l'aver tolto affettuosamente a servirla et a venerala.
[4 Di Diomede Borghesi] Di Diomede Borghese Svegliato Intronato.
  All'eccellentissima signora donna Marfisa d'Este Cibo.
  Né lungo l'arbia mia, nobil, gioconda, Né di Brenta sui campi, o d'Adria in seno, Né sul felice, illustre, almo terreno, Che 'l sacro Tebro riverente innonda, Né [...]

Leggi tutto l'articolo