Riporto Finanziario

  In base alle finalità che muovono i clienti a chiedere i riporti alle aziende di credito, si parla di riporti di banca e riporti di borsa che costituiscono, in entrambi i casi, operazioni di finanziamento.
Il contratto di riporto è uguale in entrambi i casi; la differenza consiste solo nella diversità dello scopo perseguito dal riportato.
I riporti bancari, detti anche riporti finanziari, sono stipulati con clienti che, non volendo vendere definitivamente titoli di loro proprietà, chiedono fondi alla banca per necessità imposte dalla gestione delle loro imprese e per una durata che può essere diversa a seconda delle esigenze dei sovvenzionati, che è di solito inferiore ai 4 mesi.
L'importo che la banca versa al riportato è sempre inferiore al valore corrente dei titoli, in quanto la banca deduce uno scarto per cautelarsi contro possibili ribassi nelle quotazioni.
  I riporti bancari, che in passato erano molto diffusi, trovano oggi scarsa effettuazione sia perchè la banca preferisce concedere aperture di credito garantite in conto corrente sia perchè gli alti tassi che gravano sui finanziamenti bancari rendono più conveniente la vendita dei titoli.
I riporti di borsa sono invece stipulati in stretto collegamento con operazioni di borsa precedentemente eseguite allo scoperto, quando l'andamento delle quotazioni impedisce agli operatori di concludere positivamente le speculazioni in corso di effettuazione.
  La banca può concedere riporti su titoli a reddito predeterminato pubblici e privati, sia su valori azionari di vasto mercato.
Acquistando la proprietà dei titoli ricevuti la banca può a sua volta smobilizzare l'operazione vendendo i titoli, ottenendo su di essi anticipazioni passive da altre banche o concludendo operazioni di riporto passivo.

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