Riso e bisi

Sono quasi le 18, è in perfetto orario, come sempre del resto.
Mentre entra in casa, Ernesto sente i familiari rumori che provengono dalla cucina, accompagnati dalla voce, leggermente acuta, della moglie che canticchia.
Sempre la sente canterellare quando torna a casa, anche per questo il rientro è piacevole.
Ma il giovedì è il giorno in cui il vocalizzare di Grazia raggiunge vette incantevoli, si perché il giovedì è il fatidico giorno del risotto con i piselli.
Come riuscisse Grazia a cucinare, anche se il termine risultava alquanto fuori luogo, almeno riservato a quel giorno, il risotto con i piselli, facendolo sembrare nell'ordine, prima colla per i manifesti e poi, nel giro di qualche minuto, cemento armato con palline di un bel verde smorto dure come il ferro, per Ernesto era sempre stato un mistero.
Ma la amava e tanto anche e quindi, in religioso silenzio, ingurgitava forchettate di mattonelle che gli si depositavano, indigeste e pesanti sullo stomaco.
Grazia, modulando felice la voce, in cucina, "rumava" con il cucchiaio di legno il riso nella pentola.
Ci poneva molta attenzione, perché riuscire a "cucinarlo" in modo che diventasse come doveva, non era facile.
Ci voleva un certo impegno e lei aveva, ogni volta, tutte le intenzioni di mettercelo.
Come riuscisse Ernesto a spazzolarsi con tanta foga, quei piattoni di riso e bisi, vere zavorre da sub o per dirla in tutta sincerità, vere schifezze immangiabili, era infatti per lei il metro con cui misurava l'amore che il marito le portava e quello che lei portava a lui.
Perché, finché lui se li fosse mangiati, senza proferire parola, avrebbe avuto la prova inconfutabile del suo affetto e, finché lei avesse avuto voglia di cucinarlo in quel modo, avrebbe significato che anche il suo amore per lui era saldo e compatto, proprio come il riso una volta scodellato nel piatto.
Va beh, lo ammetteva, era un po' strano come modo per tastare la buona salute di un sentimento, ma in fondo si sa, la psicologia umana è meravigliosamente varia.

Leggi tutto l'articolo