Risoluzione Onu, no di Hamas e Livni

Il consiglio di sicurezza vota a favore di un immediato cessate il fuoco, ma le parti in causa dicono no.
«Non è nell'interesse dei palestinesi».
«Israele agisce per la sicurezza dei cittadini»   Un bombardamento israeliano sulla zona nord di Gaza MILANO - Le Nazioni Unite chiedono un immeditato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, ma quasi sicuramente l'appello cadrà inascoltato e le armi non saranno riposte.
Sia Hamas sia il governo israeliano hanno infatti deciso di non tenere conto delle indicazioni dell'Onu e di continuare a perseguire le rispettive strategie politiche e militari.
LA RISOLUZIONE ONU - Il Consiglio di sicurezza, con l'astensione degli Stati Uniti, aveva deciso di chiedere l'immediato stop alle armi.
La risoluzione, adottata con 14 voti a favore, chiedeva di metter fine ai combattimenti con un cessate il fuoco immediato, duraturo e pienamente rispettato, che conduca a un ritiro completo delle forze israeliane da Gaza.
Veniva poi chiesto l'avvio di una fornitura senza ostacoli e la distribuzione su tutto il territorio della Striscia di aiuti umanitari, compresi cibo, medicine e carburante.
Le due parti in causa hanno però deciso di respingere il documento.
  Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni I NO DI HAMAS E ISRAELE - Hamas ha fatto sapere, tramite una fonte del gruppo dirigente a Beirut, di non poter accettare la risoluzione dell'Onu per Gaza perchè, a giudizio del Movimento di resistenza islamico, non è nell'interesse del popolo palestinese.
Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, ha invece spiegato che il suo Paese si regolerà esclusivamente sulla base del proprio interesse.
Parole non dissimili, insomma, da quelle pronunciate dai radicali palestinesi.
«Israele ha agito, sta agendo e agirà soltanto in armonia con le sue valutazioni, con le esigenze di sicurezza dei suoi cittadini e con il suo diritto all'auto-difesa», ha tagliato corto Livni in un comunicato, senza fare il minimo accenno alla tregua.
Il capo della diplomazia israeliana in giornata si era riunita con il premier ad interim, Ehud Olmert, e con il ministro della Difesa, Ehud Barak, proprio per discutere della risoluzione appena adottata al Palazzo di Vetro e delle prossime mosse sul campo nell'enclave palestinese.
CIVILI BOMBARDATI - Intanto l'Onu rivela che l'esercito israeliano ha ucciso in un bombardamento 30 civili che facevano parte di un gruppo di 110 palestinesi che avevano riunito in una casa di Gaza.
«Secondo diverse testimonianze, il 4 gennaio, dei soldati hanno evacuato e raggruppato [...]

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