Rispondi alla verità

      "Tagliatele la testa!" gridava a gran voce la Regina.
"Tagliate la testa".Non faceva altro che leggere queste due righe, sdraiata su un letto ricoperto di libri, immersa nella sua biblioteca circolare dove si era più volte rifugiata per darsi consistenza.Una vita intera alla ricerca di sè tra le parole scritte da qualcun altro per non sentire le sue, quelle vere.
Tempo sprecato nel labirinto del sapere per riempire la sua testa ostinatamente alla ricerca di rumore, per rifuggire il suo silenzio.
Di libro in libro si illuse di costruire la sua raffinatezza, la sua consapevolezza, di riuscire a nascondere le sue paure, di trovare la risposta che lei non si voleva dare.
Era lei il totem a due faccie, lo sapeva di essere due, eppure il suo sguardo rimaneva ancorato alla convinzione di essere una, una costruzione, un'idea.
Bastava camminare sul retro per liberarsi dell'incognita e ritrovare nuovamente l'effige del suo viso.
Le piacevano i racconti sull'esistenza di città perfette, lontane, senza nome, senza possibilità di definizione perché lì non sarebbe stata costretta a dover definire se stessa, ed i suoi pensieri sarebbero stati come un pugno di sabbia che scivola tra le mani.
Ma non era la mente a reclamare il sacrificio, bensì il desiderio di essere presa e posseduta nel corpo, di appartenere totalmente a qualcuno che riuscisse a bere fino all'ultima goccia della sua essenza.
Perché l'offerta totale di sé sarebbe stata la liberazione di sé.
Non desiderava avere certezze ma poter annegare nella verità delle pulsioni.
E sapeva, come chiunque senta un richiamo, a chi affidarsi.
Chiamò la sua sorella gemella, l'altra parte di sè vissuta tra odio e amore, tra attrazione e repulsione, per riuscire ad arrendersi a tutto ciò che lei non aveva mai voluto accettare attraverso il linguaggio del corpo.
Riuscirono a giocare tra loro con punizioni che si trasformarono in trofei, e Trendy riuscì a rispondere a quell'urlo soffocato che delicatamente divenne un canto liberatorio.
E quella testa la tagliò, ma non per essere come Salomè, condannata ad espiare la sua colpa, ma una donna padrona di se stessa.

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