Ritardi Inaccettabili/2. Persiste l'inerzia dell'Amministrazione Provinciale

Nel numero 18 del 24 maggio 2008 ci siamo occupati del tragico incidente stradale avvenuto in via Luigi Cardone di Vasto, in cui perse la vita il giovane Sandro Smerilli.
Ne abbiamo parlato perché ad un anno dalla sua morte, amici e famigliari lo hanno voluto ricordare, in occasione della ricorrenza della sua nascita, ...
 con uno striscione posto a San Antonio Abate, tutto dedicato a Sandro, che recitava: "IL TEMPO PASSA MA TU SANDRO RIMARRAI SEMPRE VIVO NEI NOSTRI CUORI E NELLE NOSTRE ANIME! SENZA DI TE NON C’E’ PACE QUAGGIU’…BUON COMPLEANNO DOLCE ANGELO 5.5.2008".
E’ stata, per noi, l’occasione di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravi ritardi dell’Amministrazione Provinciale nella realizzazione di una rotonda in via Luigi Cardone, ormai tristemente famosa per i diversi incidenti mortali verificatisi.
Abbiamo pubblicato lo stesso articolo anche sul nostro blog, in data 25.05.2008.
E’ risultato l’articolo con maggiori commenti!! E’ stato un susseguirsi di commoventi manifestazioni di affetto, amore, amicizia e nostalgia nei confronti di Sandro Smerilli.
Ne siamo orgogliosi, perché il nostro blog, grazie ai numerosi commenti dei lettori, si è reso un utile ed umile strumento per la manifestazione di autentici e profondi sentimenti.
Oggi, però, dobbiamo nuovamente denunciare che ancora nulla è stato fatto per eliminare quella situazione di pericolo che ha già provocato troppi eventi luttuosi.
Il Comune si difende affermando che ha inviato alla Provincia tutta la documentazione necessaria; la Provincia è ferma.
Il solito palleggiamento di responsabilità, le solite pericolose inerzie, mentre i nostri giovani continuano a rischiare la propria vita.
Dagli ultimi commenti sul nostro blog abbiamo appreso che quello striscione dedicato a Sandro è stato rimosso da mano ignota.
Il fatto ci rattrista, perché quello striscione, oltre a rappresentare la visibile testimonianza del dolce ricordo che Sandro ha lasciato quaggiù, era diventato anche il simbolo della protesta di un quartiere che non vuole rassegnarsi ad uno Stato che ignora i problemi dei cittadini.
Giuseppe La Rana

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