Rivera, senza tifosi calcio a fondo

(CALCIOPRESS) - Siamo entrati nell’era della Tessera del tifoso, dei divieti alle trasferte, del Casms, dell’Osservatorio.
Nel giugno scorso Gianni Rivera è stato premiato, dal sindaco della città costiera, con il “Golden goal alla carriera Città di Sorrento”.  In quella circostanza ha rilasciato dichiarazioni amare sulla deriva verso la quale sembra avviato il calcio moderno.
Dai presidenti innamorati del calcio si è passati ai finanzieri.
Sono crollate tutte le ideologie.
Per il giocatore ex Milan, la salvezza di questo sport è rappresentata solo dai tifosi.
Nel giugno scorso Gianni Rivera  è stato premiato dal sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino, con il “Golden goal alla carriera Città di Sorrento”.
In quella occasione, il popolare giocatore ex milanista ha rivolto uno spietato atto d’accusa all'industria pallonara.
Gli scenari futuri che Rivera immagina per lo sport nazionale in Italia, e non solo, sono a dir poco bui.
"Il calcio è diventato solo un affare commerciale.
La salvezza di questo sport è rappresentata da coloro che vanno allo stadio a vederlo.
I dirigenti di oggi gioiscono non per la vittoria sportiva in sé, ma per il guadagno economico che deriva da questo successo” Il circo-luna park del pallone sta implodendo, inutile nascondersi dietro a un dito.
Quanto ancora potrà andare avanti un malato terminale che oggi assiste agonizzante alle scorribande inarrestabili di un presidente come quello del Real Madrid disposto a bruciare, in un momento di crisi globale con perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, 170 milioni di campagna acquisti nello spazio di appena tre giorni? Inevitabile il rammarico e la nostalgia che sorgono spontanei ripensando ai presidenti di una volta.
I Rozzi, gli Anconetani erano uomini vecchi stampo sinceramente innamorati delle maglie.
E disposti a tutto pur di preservarne la sopravvivenza.
”Dai proprietari innamorati del calcio” ha concluso lucidamente Rivera “siamo passati ai finanzieri.
Siamo vicini alla distruzione del calcio, sono crollate tutte le ideologie”.
“Il pubblico mi commuove in maniera particolare.
Quando ascolto l'incitamento collettivo di duemila e più voci, quando vedo i tifosi urlare e cantare tutta la loro passione, un nodo mi percorre la gola” Costantino Rozzi Presidente dell’Ascoli calcio (Ascoli Piceno 1929-Ascoli Piceno1994) Sergio Mutolo - www.calciopress.net

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