Rivoluzione viaria in Valtellina

Tra pochi giorni il sospirato avvio dei lavori per rifare la statale 38 del fondovalle.
Più che una cerimonia ufficiale sarà una festa popolare: la vecchia strada “strozza” il traffico con gravi conseguenze sulla sicurezza, l’ambiente e l’economia del territorio di Andrea Accorsi SONDRIO - «Una rivoluzione infrastrutturale e viaria».
Così il presidente della Provincia di Sondrio, Fiorello Provera, definisce l’inaugurazione, tra pochi giorni, dei lavori per la nuova strada statale 38 della Valtellina.
Quella, tanto per intenderci, che è la stessa da due secoli e che sconta un ritardo di decenni nel suo adeguamento.
Con gravi conseguenze per la sicurezza, l’economia e l’ambiente dell’intera provincia.
A chiunque sia capitato di percorrere anche solo una volta la statale del fondovalle, sarà rimasta impressa nella memoria come una delle strade più caotiche, lente e interminabili mai incontrate.
Ma anche una delle più pericolose, con i suoi attraversamenti nel bel mezzo dei paesi, il continuo intersecarsi con la ferrovia, il sovrapporsi del traffico locale con quello internazionale.
Residenti, turisti, autisti di Tir di mezza Europa vi si trovano perennemente incolonnati anche perché, quella maledetta statale che dovrebbe essere l’arteria vitale della Valle e invece ne è la letale strozzatura, è piena di curve, stretta e a una sola corsia, il che rende impossibile - o, se lo si azzarda, estremamente rischioso - ogni sorpasso.
Ora tutto questo sta per finire.
E non è uno slogan elettorale.
Sabato 28 febbraio, a partire dalle 10.30, quella in programma al Polo fieristico di Morbegno sarà molto più di una formale cerimonia di avvio dei lavori, piuttosto una giornata di festa, condita di manifestazioni popolari su tutto il territorio.
Perché l’intera Valtellina con tutti i suoi abitanti avranno da festeggiare l’apertura del sospirato cantiere per il rifacimento della strada, che nel nuovo progetto avrà quattro corsie, due per senso di marcia.
E sarà, soprattutto, una strada vera, moderna, sicura e non la parodia che è adesso.
Si comincia dal tratto tra Colico e Morbegno: 12 chilometri da completare in due anni e mezzo.
Costo: 280 milioni di euro, coperti in parte dallo Stato lontano e sparagnino e in parte - caso unico nel nostro Paese - dallo stesso territorio che ospita l’infrastruttura: pur di poterne finalmente usufruire, Comunità montane e Provincia hanno messo mano al portafogli per reperire i 100 milioni che mancavano.
La Colico-Morbegno, naturalmente, sarà solo l’inizio [...]

Leggi tutto l'articolo