Roberto La Fauci, letteratura nell'opera di De Andrè

da excursus Gli echi della letteratura nell'opera di De Andrè di Roberto La Fauci Un accurato libro edito da Effepi analizza la genesi, le citazioni e i rimandi culturali nei testi Difficile se non impossibile descrivere, analizzare e commentare l’opera omnia di De Andrè, vero e proprio pilastro della musica e della cultura italiana e non.
Ci prova (e ci riesce anche bene) Silvia Sanna con il suo volumetto Fabrizio De Andrè.
Storie, memorie ed echi letterarie (Effepi Libri, pp.
110, € 10,00).
In effetti la scommessa è ardua, ed è senza dubbio faticosa qualunque operazione di sintesi dell’opera di un cantautore così prolifico e così “letterario”, quale De Andrè è, tanto che i suoi testi possono essere facilmente avulsi da qualunque accompagnamento musicale, e non perdere la loro carica emotiva, arrivando talvolta a svelare aspetti e caratteristiche che non si notavano sentendole semplicemente “cantate”.
La soluzione, il pretesto, il filo conduttore che sbrogli una matassa così ampia l’autrice lo trova proprio negli echi letterari, nell’indagare approfonditamente di verso in verso le sue canzoni più importanti (ma invero anche le più particolari e magari meno conosciute) tracciando una sorta di “mappa dei contatti letterari” che hanno influenzato il cantautore genovese: dalle conoscenze, dagli incontri personali  alle letture, alle traduzioni e agli adattamenti di canzoni francesi o di poesie.
Ne viene fuori un illuminante quadro di rimandi, di assonanze, di rielaborazioni; si potrebbe parlare anzi, in certi casi, di vere e proprie citazioni disseminate qua e là da Faber nelle sue canzoni.
C’è dentro davvero di tutto: Baudelaire, lo chansonnier Brassens, il poeta e scrittore del Quattrocento Villon, Cecco Angiolieri e tanti altri.
Ma questo sistema di “citazioni” non si risolve certo in un vano sfoggio di una competenza letteraria e culturale invidiabile: De Andrè infatti assorbe come una spugna le tematiche e gli spunti degli autori sopra citati e (come solo i grandi riescono a fare) le fa sue, le metabolizza fino a rielaborarle e riproporle nelle sue canzoni con la più assoluta naturalezza e disinvoltura, proprio perché appartengono ormai al suo essere e al suo sentire.
L’impianto portante di questo volume deriva dalla tesi di laurea della Sanna (che ormai possiamo definire fan ed estimatrice estrema di Faber) che l’ha poi ampliata, spaziando su più fronti ed alleggerendo per certi versi l’impostazione di indagine scientifica tipica di una tesi, che senza [...]

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