Roberto Saviano "Così le nostre mafie finanziano Daesh"

Buona parte degli introiti del califfato vengono 
dal traffico di droga e dal riciclaggio di denaro. Un’economia parallela che nessuno vuole stroncare Il "New York Times" di fronte alle questioni più imperative apre la Room for Debate dove chiede il parere di esperti su argomenti di attualità.
La scorsa settimana mi è stato chiesto di rispondere a questa domanda: È possibile minare l’Is attaccando il suo segmento economico? Sembra una domanda lineare, eppure la risposta non lo è affatto.
Prima di tutto bisognerebbe individuare il segmento economico da colpire, quello che realmente potrebbe portare a un indebolimento dell’organizzazione.
Poi bisognerebbe comprendere l’inutilità degli attacchi aerei contro Daesh in Siria se, come accade, i canali attraverso cui raggiunge il resto del mondo sono pressoché liberi, non presidiati e spesso anche non riconosciuti come tali.
Come ogni organizzazione strutturata, Daesh è cresciuta proprio perché è riuscita a differenziare i canali di ingresso dei capitali.
Droga, petrolio, finanziamenti da privati, contrabbando di reperti archeologici: bloccare le fonti che irrorano le casse di Daesh significherebbe ripensare la nostra economia.
La Francia ha tristemente pagato - come è accaduto agli Stati Uniti - un prezzo altissimo per non aver contrastato la presenza di una economia nazionale parallela, floridissima, che si basa essenzialmente sul traffico di droga e sul riciclaggio di denaro.
Combattere e sconfiggere Daesh significa combattere un nemico che è vicinissimo e si annida nelle nostre economie nazionali, non andare a combattere altrove l’ennesima guerra che avrà come conseguenza il rafforzamento di gruppi estremisti.
Come indebolire Daesh economicamente è stato chiesto anche al giornalista siriano Hassan Hassan che, da una prospettiva diversa dalla mia, ha aggiunto un dato complementare.
In Siria vige una economia di guerra e con i bombardamenti nella zona Est del paese, quella sotto il dominio di Daesh, non si distruggono solo i convogli di petrolio dello Stato Islamico, ma anche il lavoro di molte famiglie che con il contrabbando di petrolio guadagnano non solo da vivere, ma mantengono la loro libertà di resistere all’Is.
Stiamo parlando di regole differenti da quelle che vigono nel nostro Occidente, stiamo parlando di una economia dove il contrabbando può essere vita.
Hassan Hassan dice una cosa semplice: gli attacchi aerei non colpiscono solo Daesh ma distruggono anche le attività di tutte quelle persone che provano a resistere a Daesh.
Tutti quelle [...]

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