Rocky Balboa

Questo è il sesto film sul personaggio di Rocky Balboa, il grande pugile italo americano creato da Sylvester Stallone con evidenti riferimenti a Rocky Marciano.
Il primo fu nel 1976 e vinse 3 Oscar (tra cui miglior film); Rocky V fu nel 1990 e non ebbe particolare seguito, anzi, è considerato quasi unanimemente “il peggiore film di Rocky”.
Dal 1990 a oggi sono successe tante cose a Sylvester Stallone (e così a Rocky).
Invecchiando, fatalmente, ha cercato di svincolarsi dai ruoli più fisici, cercando di ritagliarsi un posto da attore vero nel firmamento di Hollywood.
D'altronde, nel 1976 era stato nominato all'Oscar come migliore attore (e contemporaneamente come miglior sceneggiatore, un onore che nella storia è toccato solo ad altri due grandissimi: Charlie Chaplin e Orson Wells!).
Tuttavia il suo tentativo di riciclarsi come attore di commedie brillanti non ha sortito gli effetti sperati, altri progetti più o meno impegnati non hanno avuto successo, col risultato che Stallone, ormai sessantenne, era lentamente scomparso dalla scena.
E così, sentendo di poter ancora dire la propria nel cinema, Stallone si è rimesso al lavoro sui due progetti maggiormente riusciti nella sua carriera artistica: Rocky e Rambo.
Aspettando il ritorno dell'indomito veterano del Vietnam, a gennaio 2007 Rocky è tornato con un film scritto, diretto e interpretato dallo stesso Stallone.
Non c'è dubbio che ci sia una certa voluta identificazione tra la star realmente in declino e il personaggio della vecchia gloria del pugilato che racconta sempre gli stessi aneddoti agli avventori del suo ristorante: “Se stai tanto tempo in un posto, diventi quel posto”, dice a un certo punto Rocky.
Fatto sta che come Rocky, nonostante l'età, anche Stallone è un campione, uno che il suo mestiere lo sa fare e sa raccontare storie semplici in modo semplice, senza dilungarsi troppo né perdersi in astrusità o virtuosismi stilistici.
Così il film è godibile, benché strutturato in modo prevedibile, con una partenza lenta immersa nei ricordi dello splendente passato, ma che piano piano si lancia verso il commovente climax finale (che non svelo per non rovinare la visione).
Ai puristi della box fa come sempre storcere il naso per la mancanza di realismo negli incontri: infatti basterebbe un solo pugno dei centinaia che ci vengono mostrati per mettere al tappeto chiunque.
Ma tant'è.
Il bello è anche questo.
Pronosticato come un flop sicuro, è stato invece un grande successo di pubblico.
Per me 3 stelle.
Riccardo (dvd, 23 giugno 2007)

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