Roma - "Mio marito vide" le torture perpetrate su alcuni prigionieri iracheni

A parlare, intervistata a Primo Piano, il contenitore di approfondimento del Tg3, è Pina Bruno, moglie del maresciallo Massimiliano Bruno, ucciso nell'attentato del novembre scorso a Nassiriyah.
"Massimiliano era rimasto molto colpito e mi aveva detto: 'siamo nel 2000, neanche quando c'era la prima guerra mondiale c'erano queste torture", ha spiegato la donna rispondendo alla domanda se il marito avesse mai fatto cenno a sevizie nei confronti dei detenuti iracheni.
"C'erano dei posti sotterranei dove si nascondevano e nascondevano questi iracheni", prosegue Pina Bruno.
Alla domanda se i carabinieri avessero denunciato queste sevizie, la Bruno risponde: "Massimiliano mi disse che ognuno aveva un compito.
C'era una persona che comunicava quello che aveva visto, quello che succedeva, e quello che stava per succedere e poi comunicava all'Italia.
E' assurdo che dicono che non sapevano niente".
E i superiori non hanno fatto niente? "No, ma dai, scherziamo?", conclude la vedova del carabiniere ucciso a Nassiriyah.
Secca la smentita del ministero della Difesa (Martino ha incontrato Berlusconi, nel pomeriggio a palazzo Grazioli).

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