Roma - Rione Monti

Spiacevoli incidenti a cui ogni viaggiatore dovrebbe abituarsi.
Arrivi a Roma una bella domenica mattina e scopri di non avere un letto in cui dormire perché la tua prenotazione è inspiegabilmente scomparsa.
Panico.
Cominci a pensare che forse sotto i ponti in riva al Tevere non farà ancora poi così tanto freddo.
Anche se è dicembre.
Anche se tu provieni dal profondo Sud.
E hai pure scoperto di essere più freddolosa di tua nonna.
Grazie al cielo hai un cervellino abbastanza sveglio.
E se negli alberghi dei dintorni nessuno ha un posto per te non ti abbatti.
Ti siedi sulla tua valigia e ti metti a pensare.
Versione postmoderna della statua dell’uomo che pensa.
Anzi, della donna.
Poi sguaini le tue armi segrete: un cellulare e un pc portatile.
E dai il via alle telefonate.
Non sto a farla tanto lunga.
Alla fine un letto per la notte l'ho trovato.
Voglio solo dire che se non fosse stato per quell’imprevisto che al momento giudicavo drammatico (27 chiamate prima di trovare una stanza per la notte) non avrei mai conosciuto un rione di Roma che adesso giudico tra i più affascinanti che abbia mai vissuto e visto in vita mia.
La mia pensione sta in piazza Madonna dei Monti, sulla suggestiva via dei Serpenti, che se la percorri da nord verso sud, hai sempre davanti il Colosseo al di sopra dei tetti, e di notte illuminato dalla luna e dalle luci della città ha l’aura irreale di un miraggio nel traffico della città.
Il quartiere è fatto di stradine e vicoli angusti, a volte ripidi, marciapiedi stretti, negozi e ristoranti etnici, erboristerie e alimentari un po’ kitsch.
È variopinto, vivo.
Profuma di pesce, di fiori e di curry.
Il selciato è accidentato (guai a camminarci con i tacchi alti!), le facciate sono scrostate e un po’ bohemien, l’illuminazione ha quel colore ambrato che ti fa sentire in una cartolina color seppia.
Sulla piazza ci sono tre trattorie, con i tavolini di ferro battuto all’aperto, la luce soffusa e all’occorrenza un violinista che improvvisa una performance malinconica.
Al bar La piazzetta si mangia un morbidissimo brasato di tacchino e delle fragranti verdure all’agro e si paga un prezzo più che onesto (€ 15 circa per un secondo, un contorno e una birra).
Se il vostro budget è limitato, al Forno di via dei Serpenti n.
8 mangerete la pizza migliore di Roma, soffice e gustosa come nessuna (provate quella con gorgonzola e radicchio, oppure salsiccia e melanzane).
Intorno alla fontana stan seduti gli studenti per scambiare chiacchiere e fumo.
Dei ragazzi giocano a pallone.
Due [...]

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