Roma e le mazzette rosso-nere, per favore non parlate di mele marce.

Di Peter Gomez  "Il Fatto Quotidiano.it"  5 dic.
2014 A poco a poco, anche per chi non la voleva vedere, la verità sta venendo a galla.
I casi di decine e decine di amministratori pubblici coinvolti in tutta Italia in inchieste contro la pubblica amministrazione non rappresentato episodi isolati, ma sono tasselli di un sistema.
La seconda repubblica, esattamente come la prima, agonizza ferita a morte da tangenti e ricatti.
Nei partiti si fa carriera se si ruba o almeno si accetta il gioco.
Nei posti chiave finiscono quasi esclusivamente esponenti politici che il sistema ritiene affidabili: gente che ha il guinzaglio corto per quello che ha fatto o che per quello che ha dimostrato di non voler dire e fare.
La frase chiave per capire che accade in Italia l’ha pronunciata a Roma Salvatore Buzzi, l’ex carcerato presidente dellaCooperativa rossa 29 giugno, ritenuto il braccio destro del boss di mafia Capitale, l’ex Nar Massimo Carminati: “Lo sai perché Massimo è intoccabile? Perché era lui che portava i soldi di Finmeccanica.
Bustoni di soldi a tutto il parlamento.
Quattro milioni dentro le buste.
Massimo mi ha detto “È sicuro che li ho portati a tutti”.
Pure a Rifondazione”.
Nelle prossime settimane capiremo quanto c’è di dimostrabile in questa affermazione.
Già ora però sappiamo che la nostra politica fa di tutto per farla apparire non verosimile, ma vera.
Dopo la nomina alla testa dell’autorità anti-corruzione, sull’onda dell’indignazione popolare per lo scandalo Expo, del bravo Raffaele Cantone, in parlamento le norme anti-tangenti sono state bloccate dal governo. Matteo Renzi chiede processi rapidi, ma non vara nemmeno la (blanda e cervellotica) riforma della prescrizione indispensabile per punire i reati dei colletti bianchi e continua a parlare di modifiche alle leggi sulle intercettazioni.
L’obiettivo dichiarato è quello di renderle difficilmente pubblicabili.
I suoi alleati di governo alfaniani domandano pure la drastica riduzione del loro numero.
Comunque la si guardi la volontà è chiara: nascondere lo sporco sotto il tappeto.
E sopratutto salvare amici e colleghi: 48 ore dopo il blitz del Ros dei carabinieri su mafia, politica e appalti il senato ha negato l’utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nei confronti di un esponente dell’Ncd, ritenuto responsabile di una truffa ai danni dello Stato che ha portato a sperperare 150 milioni di eurodei contribuenti, e nei confronti di un parlamentare del Pd accusato di corruzione.
Tranne il M5s, Sel e alcuni [...]

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