Rossana Rossanda, Sinistra,alle origini del disastro

da IL MANIFESTO Sinistra, alle origini del disastro Data di pubblicazione: 27.06.2009 Autore: Rossanda, Rossana Un affresco del declino della sinistra, su cui si può discutere; anzi, si deve, perché uno dei terreni di riflessione è nell’interpretazione di quegli eventi.
Il manifesto, 27 giugno 2009 La diagnosi dello stato della politica in Italia è semplice: metà dei cittadini si è astenuta alle elezioni, e al ballottaggio e al referendum molto di più.
Il quadro è simile in tutta Europa.
I socialisti hanno perduto ovunque, il parlamento europeo è largamente di centro destra.
Le sinistre radicali sono più deboli del previsto, quelle italiane sono scomparse di scena.
In Italia è assente una socialdemocrazia, indebolita altrove.
Dovunque spunta o si rafforza una destra estrema.
Il segnale è opposto a quello venuto dagli Stati uniti, infatti in Europa per nulla raccolto.
In Italia Berlusconi non supera, come sperava, il 35% ed è meno forte di un anno fa.
La Lega va al 10, sono inseparabili.
Fini gioca un gioco suo.
Se questo porterà a una crisi di governo, sarà prodotta e gestita dalla maggioranza (e appoggiata dal Vaticano, via Casini).
La minoranza è divisa fra un Pd in calo, diviso e confuso e una sinistra radicale in briciole.
Neanche i Verdi sembrano fuori dalla crisi, malgrado che Obama negli Usa e molti in Europa vedano nell’ecologia un investimento necessario e un valore-rifugio.
L’opzione bipartitica che era stata comune a Berlusconi e Veltroni è caduta.
Se su questo quadro sintetico siamo d’accordo, resta da vedere se si condivide il perché di questo esito.
1.
A mio avviso per l’Italia esso va cercato lontano, nell’arco della mia generazione, che d’altronde non è più di un momento storico.
Infatti il disastro di oggi appare tanto più grande in quanto la sinistra del dopoguerra è stata più forte che altrove.
Essa non è mai stata maggioranza, come ha osservato Norberto Bobbio, ma anche perché era rappresentata, in un paese tenuto fuori dal crogiuolo degli anni venti e trenta in Europa, da comunisti e socialisti e da un forte sindacato, che hanno schiacciato, fra se stessi e la Dc, una interessante terza forza (Giustizia e Libertà).
Questa forma presa dalla sinistra dalla Resistenza al 1956 è alquanto diversa dalle altre in occidente.
I socialisti e i comunisti, liberi dalle contese degli anni trenta coperte dal fascismo, sono ancora uniti e i comunisti appaiono - salvo che alla dc e al ”partito americano” - abbastanza svincolati dall’Urss (percepita peraltro anch’essa non [...]

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