Rubato insieme al camper: ritrova padroni grazie a Facebook

Pisa, 21 agosto 2010 - Quando hanno rubato il camper, un Hymer bianco, hanno fatto piazza pulita.
I ladri non si sono certo preoccupati che all’interno c’era un cane, anche questo bianco latte, un West Highland Terrier.
Micky, otto anni e un collare rosso, si è spaventato a morte.
Il furto, l’8 agosto.
In un orario a rischio nel mese di agosto, quando la città è più vuota: tra le 14 e le 16.
Il mezzo, come raccontano gli stessi proprietari - una coppia di turisti austriaci di circa 45 anni - in una mail-appello, era parcheggiato in una piazzola del quartiere Porta a mare, che da una ventina di giorni, come abbiamo scritto nell’edizione di ieri, è assediato da vandali, spaccio e degrado.
I due turisti si allontanano per circa due ore, ma quando rientrano al parcheggio non trovano più né il camper né Micki.
Durante la fuga i malviventi si accorgono dell’animaletto a bordo, che si era messo ad abbaiare, e, senza pensarci troppo, l’abbandonano dove capita.
Vicino, probabilmente, alla scuola media Mazzini in via Gentileschi nel quartiere di Porta a Lucca.
Almeno là è stato ritrovato da alcuni cittadini che, vedendolo vagare senza meta, l’hanno trasportato fino al parcheggio di via Pietrasantina, pensando forse che fosse di qualche turista.
Qui il cagnolino è stato raccolto dalla polizia municipale che l’ha trasportato al canile comunale.
Dove è rimasto per qualche giorno.
 Nel frattempo, la coppia austriaca, che non si dà pace, sporge denuncia ai carabinieri della stazione di Porta a mare.
Quindi, rientra in patria da dove, via Facebook, lancia un appello per rintracciare il Terrier.
Nella lettera racconta l’accaduto mettendo insieme tutti i particolari sull’animale: dove e quando è stato rubato, il suo nome e la targa del mezzo.
Sì, perché numeri e lettere erano stampati proprio sul collare della bestiola.
Al canile gli addetti e i volontari dell’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) si prendono cura di Ricki, rinominato Merengue, «perché assomigliava a una meringa», portandolo a spasso tutti i i giorni e iniziando le ricerche per restituirgli la famiglia.
Dal microchip si risale alla provenienza austraica.
Quindi, controlli incrociati con i carabinieri e il tam tam su internet.
I padroni vengono rintracciati e possono riabbracciare il loro Terrier.
«Anche lui contentissimo — assicura il responsabile del canile, Salvatore Ravenna, di tornare a casa».
Del camper, invece, nessuna traccia.
fonte:la nazione

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