Rugby, Mondiale 2015. Giovanelli: "Senza Bergamasco non è la mia Italia"

Il grande campione scrive dopo l'esclusione di Mauro dal suo ultimo match: "Ho avuto l'onore, da capitano, di essere attorniato da uomini veri tra i quali Bergamasco ha sempre brillato di luce propria.
Grazie Mauro per quello che hai dato al rugby italiano.
Questa versione del rugby ha toccato il fondo con la tua esclusione"All’indomani del nostro ingresso al Sei Nazioni, in una delle tante interviste sul tema, affermavo il concetto che questo traguardo sportivo, così importante per il nostro piccolo mondo ovale, era stato paradossalmente la parte più facile del nostro percorso di crescita, ma che ora ci attendeva quello più difficile: dimostrare ai nostri amici francesi ed anglosassoni di esserne all’altezza a tutti i livelli, sia per l’aspetto puramente sportivo sia nell’ambito etico morale.
Il fallimento tecnico del movimento è sotto gli occhi di tutti: dai risultati delle Nazionali a quelli delle franchigie pseudo federali con giocatori stranieri, che hanno provocato la desertificazione del campionato dei Eccellenza.
Passa un po’ più inosservato, invece, il rischio dello svuotamento dei contenuti etici del nostro sport, senza i quali il nostro ingresso nel Torneo più prestigioso del mondo non sarebbe stato possibile.

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