Rugby, Mondiali: brutta Italia, ma basta per battere il Canada

LEEDS - La peggiore Italrugby di sempre s’è aggrappata ad un vecchio totem - Mauro Bergamasco – per venire a capo di uno psicodramma mondiale.
Ha sofferto fino allo scadere per battere i semi-dilettanti del Canada (23-18) ma non i propri fantasmi, che non se ne vanno.
Anzi.
Sul prato dell’Ellan Road, uso a ben altri spettacoli, ha confessato – finalmente – tutta la verità: una miseria tecnica, tattica, sportiva nel senso più ampio.
Il sofferto successo sui ragazzoni canadesi è come una caramella offerta ad un moribondo, prolunga l’agonìa di un movimento sopravvalutato e messo in ridicolo sul palcoscenico più importante.
Tra una settimana l’Irlanda farà a pezzi questa squadra allo sbando, e l’11 ottobre c’è la resa dei conti con la Romania.
Mauro Bergamasco, uno che sta per chiudere la propria onorata carriera a 36 anni, oggi ci ha tenuto a galla iniettando un po’ di orgoglio e coraggio ai tremebondi compagni: bisogna aggiungere altro? I ‘birilli’ azzurri -  “Mama mia!”, dice il cartello mostrato da un tifoso canadese.
E non c’è migliore sintesi per un primo tempo azzurro da incubo, affrontato con le gambe molli e la testa piena di dubbi: dopo un quarto d’ora gli americani sono in vantaggio per 10 a 0, perché prima Hiroyama calcia una punizione concessa per un fuorigioco di Minto e poi van der Merwe fa la slalom nella difesa italiana, saltando come birilli Venditti, Cittadini, Gori e Vunisa prima di scambiare con Evans e depositare in mezzo ai pali.
La meta di Rizzo - Sembra il principio della fine, ma all’improvviso Gori - graziato dall’arbitro Clancy dopo uno sciagurato stamping su Dala - riparte da un raggruppamento e corre tutto solo per 40 metri prima di appoggiare a Rizzo, che schiaccia l’ovale in meta.
I modesti canadesi approfittano della confusione mentale della Banda Brunel, che butta via elementari occasioni da meta (Cittadini e Geldenhuys fermati a un metro dall’ultima linea) e per 10 minuti schiera Canna, poliziotto delle Fiamme Oro chiamato in extremis in Nazionale.
Alla fine di uno dei primi tempi più brutti della storia del rugby italiano, il piede di Allan ci riporta in vantaggio.
Benvenuti, che errore - La ripresa si apre nel peggiore dei modi: Benvenuti fallisce un placcaggio su che comodamente fila in meta.
Ai canadesi viene giustamente annullata una seconda marcatura e gli azzurri – sotto nel punteggio - sono in pieno marasma.
Brunel cambia i piloni, la mischia trova un minimo di stabilità ma gli errori (placcaggi falliti, palloni fatti cadere a [...]

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