Russia-Turchia, c’eravamo tanto amati. Che succede tra Putin e Erdogan

DAl Fatto Quotidiano del 29 novembre 2015 a firma di Loretta Napoleoni Continua il braccio di ferro tra Russia e Turchia.
Due leader populisti che fino a poche settimane fa andavano a braccetto.
Erdogan è infatti l’unico leader occidentale che ha assistito alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Sochi.
E bisogna ricordare che sono state imprese turche a costruire gran parte dell’infrastruttura dei giochi olimpici di Sochi.
In cambio i russi hanno vinto gli appalti per costruire una centrale nucleare sulle coste mediterranee della Turchia, per un valore di crica 20 miliardi di dollari.
Ma, dopo l’abbattimento del caccia russo, questo progetto è stato sospeso.
La Turchia è il secondo maggior consumatore di gas naturale russo e i due leader hanno approvato mesi fa la costruzione di un gasdotto attraverso il Mar Nero, che naturalmente al momento è stata anch’essa sospesa.
Basta questo per illustrare il rapporto speciale che fino a pochi giorni fa legava le due nazioni e come stia evaporando nelle ultime settimane. Che succede? Sicuramente i bombardamenti russi hanno fatto salire il numero dei profughi siriani che si riversa in Turchia e messo a dura prova l’appartenenza della Turchia alla Nato.
Ma è anche vero che le tensioni politiche tra turchi e kurdi sono più legate all’intervento armato delle forze di coalizione che a quello della Russia.
Mosca ha solo peggiorato una situazione già critica.
Allora perché abbattere un aereo russo? Difficile capire le dinamiche politiche.
Forse Erdogan dopo la schiacciante vittoria elettorale pensa di avere carta bianca e vuole mostrare agli americani che la Turchia sta con l’Occidente.
O forse è convinto che le promesse della Merkel si avvereranno, che la Turchia riuscirà ad entrare nell’Europa Unita ed a quel punto potrà ignorare l’importanza commerciale della Russia.
Oppure si tratta di un errore, spiegazione più plausibile.
Secondo alcune fonti turche che vogliono rimanere anonime dopo un certo numero di ‘violazioni’ scatta automaticamente l’ordine di abbattere gli incursori.
Nel frattempo la Russia sta studiando una serie di sanzioni economiche da imporre, comprese quelle relative al commercio di grano e riso.
Intanto da venerdì sono state interrotte le autorizzazioni doganali per le spedizioni di frumento dai porti del Mar d’Azov, dove viene gestita la maggior parte dell’esportazione di grano.
L’esportazione di grano russo in Turchia è uno dei più importanti scambi tra le due nazioni.
Da luglio ad ottobre, la Turchia ha [...]

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