SALVE REGINA

di Massimo Camisasca 06/05/2009 Salve Regina La preghiera inizia con un indirizzo di saluto, come l’Ave Maria.
Mentre l’angelo non aveva bisogno di catturare la benevolenza di Maria, noi sì.
Perciò lui dice: “Ave Maria”, noi: “Ave Regina”.
È una comprensibilissima ricerca di benevolenza.
E poi Maria è contenta di sentirsi chiamare Regina, perché tutto ciò le ricorda la regalità di suo Figlio.
Quando ascolto le litanie lauretane musicate da Mozart, mi par di sentire in quel “Regina”, che è un’esplosione ferma e dolcissima assieme, supplicante, le voci degli uomini e delle donne che ricorrono a Lei, perché lei può tutto.
La sua regalità le deriva dalla regalità del Figlio, che ora siede alla destra di Dio.
La regalità di Maria è celebrata nel bellissimo mosaico di Santa Maria in Trastevere.
Gesù incorona e abbraccia Maria.
Siedono l’uno accanto all’altra sullo stesso trono.
Maria partecipa della regalità di Gesù.
Nello stesso tempo è una madre, ha il cuore segnato dalla compassione per i suoi figli, che è la stessa compassione che ha avuto per suo Figlio.
Vuole che i suoi figli partecipino della stessa gloria che avvolge suo Figlio.
madre di misericordia Poi la invochiamo come madre.
È il nome più importante da collocare accanto a Maria, più importante ancora di quello di Vergine, di Immacolata, di Regina, di Assunta.
Tutto ciò è in vista o in ragione della sua divina maternità.
Madre di Dio, per questo è madre di misericordia.
Dio è misericordia e ha mandato suo Figlio per rivelarlo a tutto il mondo, a tutti gli uomini.
Ella dunque è la madre di Colui che è misericordia (“Il nome della misericordia è Gesù”, ha scritto Giovanni Paolo II nella Dives in misericordia), è Lei che ci ottiene il perdono dei peccati e le grazie necessarie.
vita, dolcezza, speranza nostra Dobbiamo pensare a Maria come madre di Gesù, come colei che ci ha donato e ci dona continuamente Gesù.
Ella è dunque la vita perché ha portato in grembo Colui che è la vita e lo ha donato a tutti noi.
È la dolcezza perché Gesù è la dolcezza: “Iesu dulcis memoria… sed super mel et omnia… nihil cogitatur dulcius”.
E poi è la speranza perché porta a noi Colui che è la speranza.
Giussani ha commentato stupendamente: tu sei la certezza della nostra speranza.
“Il tuo amore per noi e per tuo Figlio ci rende certi che ci donerai sempre tuo Figlio e sempre ci strapperai al male.” A te ricorriamo, esuli, figli di Eva A te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime La sguardo [...]

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