SALVINI, UN DISPERATO In Europa lo considerano un fenomeno da baraccone e non ha un solo alleato. Tutto gli va storto.

 

Visto Salvini dalla Gruber: un uomo disperato. Parla, ma sa già che nulla di quello che dice si verificherà. Chiude i porti, sostiene lui, ma i migranti sbarcano lo stesso, ben accolti dalle popolazioni locali. Minaccia continuamente sfracelli in Europa, ma sa benissimo che non conta niente a Bruxelles e che non ha nemmeno un alleato. Tutti gli altri sovranisti gli hanno chiuso la porta in faccia.
Continua a ripetere che il suo è il partito più votato nel Vecchio Continente, ma mentre lo dice si rende conto che la cosa è irrilevante: cosa volete che gliene importi all’Europa. Salvini è come una mosca caduta in un piatto di minestra.
Mentre sudato e stanco cerca di rispondere alla Gruber si avverte che è quasi stufo anche lui delle sue stesse bugie. Dice che l’Europa ci ha regalato quindici anni di sofferenze, ma poi ricorda che siamo la seconda potenza industriale della comunità. Forse, grazie anche all’Europa.
E trascura di dire come stanno le cose. Poco prima dell’arrivo di M...

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