SANGIOVESISTA CONVINTO Terza parte - NEL GRAN DUCATO DI TOSCANA

Mi aggiro nella "stanza delle bottiglie" e mi chiedo ma ci sarà una terapia? Potrò mai uscire da questo stato psicologico compulsivo e  invalidante che mi porta ad avere un numero di bottiglie capace di soddisfare le esigenze di due o tre generazioni di bevitori incalliti? Non lo so! Ma in questi anni mi sono ripetuto spesso, come un mantra, "queste sono le ultime" ma inevitabilmente finivano per diventare penultime, terzultime e così via.
Nel DNA di ogni italiano c'è il gene che ci porta ad imputare le nostre colpe a qualcun altro...ripensando alle prime bottiglie acquistate credo che i colpevoli del mio stato di malessere siano Caterina Santi e Jacopo Biondi.
Cosa c'entrano questi due nobili toscani della prima metà dell'Ottocento? Quella sera invece di starsene rintanati al calduccio sotto le coperte a farsi le coccole sarebbero potuti uscire a guardar le stelle oppure, magari, andar a teatro a gustarsi una bella commedia di Goldoni..invece mettono al mondo Ferruccio che come per magia si piglia il cognome della mamma quello del papà le terre le vigne e diventa la guida di Montalcino, il tutto dopo essersi distinto come garibaldino era il 1866.
Rientrando a Montalcino, alla fattoria del Greppo, prosegue gli esperimenti in vigna e in cantina focalizzandosi sul Sangiovese e selezionando quello che diventerà il Sangiovese Grosso e poi il Brunello.
Nelle vigne del Greppo studia a fondo quelle piante che resistevano più all’oidio, così quando la fillossera arriva a Montalcino, lui innesta quella sua selezione di Sangiovese su piede americano e concretizzando definitivamente la nascita dell’uva Brunello.
I Biondi Santi divennero la prima malattia il sangiovese grosso il mio credo e in quel periodo inizio' l'accumulo di brunelli  di tutti i tipi, da quelli provenienti da "montalcino allargata" presi all'Auchan e con il cognome di un noto attore comico pugliese  icona dei film trash degl'altri settanta e ottanta; a quelli provenienti da montalcino alta e bassa insomma bastava la parola brunello per avere il passepartout ed andare a far parte della mia collezione di bottiglie.
Fabiana ha vissuto gli ultimi giorni di gravidanza nel terrore che l'iscrizione all'anagrafe di Davidino fosse fatta con il nome bruno o brunello! A dire il vero mi stavo già disamorando....l'inizio della fine della mia fase "brunellesca" coincide con il primo assaggio di Poggio di Sotto.
C'era qualcosa che legava in modo indissolubile i vini di poggio di sotto con quelli di biondi santi ma ancora non capivo cosa.
Colpito nel profondo [...]

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