SCUOLA, CHIESA E UN PO' DI ME

          Il linguaggio ministeriale in perfetto burocratese li definisce “rientri diversificati”, qualche altro, infettato dal gergo legaiolo, lo chiama “federalismo scolastico” entrambe le dizioni stanno ad indicare l’inizio dell’anno scolastico che ogni istituto può stabilire in piena autonomia, rispettando le linee guida del ministero e un calendario “diversificato” per l'appunto che, almeno da queste parti, ha portato alla riapertura delle scuole a macchia di leopardo, quando ancora l’estate e il mare, a tutto fanno pensare meno che agli impegni scolastici e allo studio.
Eppure, le scuole hanno riaperto i battenti, si ritorna alla piena normalità secondo un ritmo scandito più dal calendario scolastico che da quello solare, da qui l’importanza dell’Istituzione Scuola, non sufficientemente valorizzata e tutelata da chi dovrebbe garantirne il perfetto funzionamento destinando esclusivamente alla Pubblica Istruzione tutti i finanziamenti e le risorse sufficienti, senza dirottare parte di quei fondi ad una scuola privata, spesso gestita dalla ricchissima chiesa cattolica, che dovrebbe vivere e vegetare confidando solo nei propri mezzi, senza oneri per lo Stato che, spesso e volentieri, foraggia le “madrase” catto-vaticane, violando, in questo come in altri casi, la Costituzione Italiana.
Uno degli ultimi atti del malgoverno berluskoni riguarda proprio i contributi elargiti alle scuole non statali, nel 2006 oltre mezzo miliardo di euro (532.310.844) è finito nelle voracissime casse delle scuole private, un finanziamento di cui hanno beneficiato in primo luogo proprio gli istituti catto-vaticani.Note ugualmente dolenti si registrano sul fronte dell’insegnamento della religione cattolica negli istituti pubblici, la spesa prevista per il comparto, pari ad oltre mezzo miliardo di euro (561.108.401) registra un significativo aumento rispetto ai quasi 478 milioni di euro erogati nel 2004.Un miliardo e mezzo di euro spesi per sovvenzionare l’aria fritta di una setta.
Se si abolissero certi privilegi, l’aria sarebbe meno “inquinata” e anche il pubblico erario ne trarrebbe giovamento.A proposito di inquinamento, il vaticano chiuderà i conti ecologici del 2007 in pareggio per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica legate alle sue attività.
Lormonsignori, come al solito, non spenderanno neanche un centesimo, due società, una americana e l’altra ungherese, hanno deciso di regalare alla cosiddetta santa sede un bosco per “espiare” e abbattere le emissioni di anidride [...]

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