SE L'EURO E' IL PROBLEMA, DISTRUGGERLO NON E' LA SOLUZIONE

Ci sono “forze” che operano dentro il “sistema” mondo attuale.
Hanno potere e lo usano.
Assurdo è il voler fare distinzioni fra sfere di pertinenza propriamente politiche e ambiti più specificatamente economici.Politica ed economia non sono mai scindibili.
Non vi può essere una politica svincolata dalle scelte economiche, non esistono strategie economiche o scuole di pensiero economico che non determinino fin da subito una precisa direzione politica.Le forze operanti nel sistema si muovono quindi in funzione di interessi che sono sempre “anche” economici e di conseguenza politici.
Possono incontrarsi o scontrarsi; alcune possono temporaneamente coalizzarsi contro altre fintanto che l’interesse è comune o comuni sono i percorsi pur a fronte d’interessi diversi.Siano essi Stati, Popoli, Aziende, Imperi finanziari e, all’interno di questi su scala diversa, gruppi politici, lobby d’interesse economico, classi sociali, movimenti religiosi, razziali o sessuali.Sono tutti giocatori di un’immensa partita che non ha mai fine.Ecco perché ritengo che il famigerato e, ultimamente tanto sbandierato “Complotto” esista e, insieme non esiste.
I giocatori continuano la partita; alcuni si alleano contro altri, per un determinato periodo, per un determinato scopo.
Sempre pronti a cambiare bandiera se il gioco vale la candela.Il preambolo mi serve ad introdurre un pensiero che non è molto condiviso nella mia area politica di riferimento, quella, per intenderci, che trae le proprie origini dall’esperienza Fascista.L’idea che una soluzione alla crisi possa essere un ritorno alla sovranità nazionale, in particolare quella monetaria, un abbandono dell’Euro come moneta unica europea e, forse, addirittura una liquidazione della stessa esperienza di “Unione” degli Stati Europei.A mio modesto parere quello che serve è invece una Europa diversa, più unita e più forte, fondata su di un “pensiero forte” su un’autentica comune Weltanschauug condivisa e di conseguenza su politiche ed economie “diverse” da quelle, volute da alcuni dei giocatori di cui parlavamo sopra, che hanno portato alla crisi attuale e che preparano gli scenari di un declino inesorabile, non tanto per una generica Europa, ma per i suoi Popoli.
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