SE UNO VUOL ESSERE IL PRIMO, SIA L�ULTIMO DI TUTTI E IL SERVO DI TUTTI

DOMENICA 20 SETTEMBRE 2015 Dal Vangelo secondo Marco 9,30-37 In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse.
Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà».
Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni.
Giunsero intanto a Cafarnao.
E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?».
Ed essi tacevano.
Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande.
Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» Corrispondenza nell’”Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta Volume 5 Capitolo 355 pagina 405   Gesù è tutto solo sulla terrazza della casa di Tommaso di Cafarnao.
Il paese ozia nel sabato, già molto ridotto nei suoi abitanti, perché i più zelanti nelle pratiche di fede sono già partiti per Gerusalemme, e così pure quelli che vi si recano con le famiglie ed hanno bambini che non possono fare marce lun­ghe ed obbligano gli adulti a soste e a brevi tragitti.
Così man­ca, nella giornata già di suo un po’ nuvolosa, la nota d’oro dell’infanzia giuliva.
Gesù è molto pensieroso.
Seduto su una panchetta bassa, in un angolo, presso il parapetto, le spalle alla scala, quasi nasco­sto da questo parapetto, tiene un gomito sul ginocchio e appog­gia la fronte sulla mano con mossa stanca, quasi di sofferenza.
È interrotto nel suo meditare dalla venuta di un fanciullino che vuole salutarlo prima di partire per Gerusalemme.
«Gesù! Gesù!» chiama ad ogni scalino, non vedendo Gesù perché il muretto lo nasconde alla vista di chi è in basso.
E Gesù è così con­centrato che non sente la vocetta leggera e il passo da colombi­no...
di modo che, quando il piccolo arriva sulla terrazza, Egli è ancora in quella posizione di sofferenza.
E il bambino ne resta intimorito.
Si ferma sul limitare della terrazza, si mette un di­tino fra le labbra e pensa...
poi decide e lentamente viene avan­ti...
ormai è quasi alle spalle di Gesù...
si china per vedere ciò che fa...
e dice: «No, bello! Non piangere! Perché? Per quei brut­ti omacci di ieri [...]

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