SERRA - CIBRARIO

"Il nuovo che avanza" è una raccolta di undici racconti brevi, l'esordio letterario di Michele Serra, giornalista satirico e di costume.
Soggetto di questi racconti è la "vita moderna", quella che immaginiamo svolgersi nella città moderna per eccellenza: Milano.
In uno scenario quasi sempre buio, dove l'asfalto urbano e le automobili si sostituiscono alla natura nel guardare l'uomo con indifferenza, compare un'umanità misera, piccola, servile, in tutto assoggettata agli obblighi comportamentali degli "stupidi" anni Ottanta.
Il primo racconto, che dà il titolo al libro, è narrato dalla voce di Giuseppe Biancosarti Genghini "...
sono tra quelli che quando passò la legge sullo sponsor individuale obbligatorio scelse di chiamarsi come una cosa da bere..." Così si apre la lunga schiera degli ignavi o dei ribelli dell'inessenziale, che cercano di opporre un ultimo frammento di identità all'incalzare del tautologismo pubblicitario.
In "L'assassino", un signore grigio e dimesso confessa al giudice istruttore di aver scelto le sue vittime tra commesse e negozianti che snaturavano l'essenza del loro lavoro attraverso insopportabili artifizi verbali (non più panetteria ma boulangerie)...
e così via fino al disperato monologo di "Walter", un uomo annientato di fronte all'inutile proliferazione dei dentifrici.
    Rossovermiglio: La protagonista del romanzo è una giovane donna appassionata e ribelle, ma è cresciuta in una famiglia - e in un ambiente - dove l'eleganza, la compostezza, la sobrietà e il rigore sono più che dei valori, sono l'unica forma di vita concepibile.
Appena ventenne, accetta dunque un matrimonio combinato per lei dal padre.
Non sarà una scelta felice, probabilmente anche perché il destino ha messo sulla sua strada l'affascinante ed enigmatico Trott, che nell'arco di un decennio, con tre impreviste apparizioni, comprometterà definitivamente il precario equilibrio del suo matrimonio.
La protagonista incarna infatti un momento di trasformazione di un'intera società: troppo moderna per adattarsi docilmente a proseguire nel solco tracciato dalle altre donne di famiglia e al tempo stesso ancora troppo fragile, e soprattutto troppo poco abituata a dare ascolto ai sentimenti e alle emozioni, per vivere la propria ribellione sino alle estreme conseguenze.
Ma è come se Trott l'avesse risvegliata da un incantesimo e fin dal primo incontro avesse innescato in lei un processo di cambiamento che non può più essere arrestato.
Da qui la scelta di trasferirsi da sola nella campagna senese, a San Biagio [...]

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