SHABESTARI e IL GIARDINO DEI MISTERI

Al-Buhārī, in un noto hadīth, riporta l’episodio di un misterioso straniero che, giunto al cospetto del Profeta, lo interroga sulla fede, sull’Islam, sulle buone azioni e sull’Ora.
Avute le risposte, l’uomo si allontana; Muhammad ingiunge di cercarlo, ma di egli non si trova più alcuna traccia.
Il Profeta svela allora che ad interrogarlo è stato Gabriele, “mandato da Dio per insegnare agli uomini la loro religione” [1].
L’interrogazione di Gabriele, mediante cui Muhammad espone un’autentica sintesi dell’Islam – non perché Gabriele necessiti di essere istruito, e neppure perché il Profeta debba fornire una prova della sua conoscenza, ma affinché gli uomini, ricordando l’evento, ne siano perpetuamente edificati – diviene nella gnosi islamica uno degli archetipi della trasmissione della conoscenza sacra.
Il Golshan-e rāz di Shabestarī [2], il sufi persiano che Pio Filappani-Ronconi ebbe occasione di definire come un “ismailita «coperto»” [3], partecipa di questo orizzonte.
Il testo, inf...

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