SHOAH, 27 GENNAIO, IL GIORNO DEL RICORDO. WESTERBORK, IL SINISTRO RIFLESSO DI AUSCHWITZ E LA LUCE POTENTE DI ETTY HILLESUM

Tra qualche giorno, il 27 Gennaio, cade l’anniversario della liberazione di Auschwitz ed io sono ancora una volta dell’idea che il modo migliore per ricordare la Shoah nella sua vera dimensione non sia quello di ritornare ripetutamente in quel campo ma, al contrario, di starne a rispettosa distanza e cercarne le tracce altrove.

 

Rievocare, anno dopo anno, quasi esclusivamente Auschwitz significa rinchiudere la Shoah dentro il recinto di quel lager. Proprio la sua fondamentale essenza, quella di essere monumento e quindi esempio, ricordo e sintesi dello sterminio del popolo ebraico durante il nazismo alla lunga diventa il suo stesso limite, è come se si circoscrivesse quel pezzo di storia dentro il suo perimetro trasformandolo involontariamente in un inspiegabile “circo” dell’orrore umano. Se per un verso è un luogo di testimonianza di cui non si può fare a meno per altro verso tende a semplificare di molto le sfumature e la dimensione ciclopica della macchina dello sterminio, come...

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