SICILIA

Sono un tipo votato alla fedeltà, ma nonostante i miei buoni propositi quest’estate ho tradito.
Dopo vent’anni di ferie trascorsi a trastullarmi, nel mese di giugno, sulle rive del mare Adriatico quest’anno l’ho tradito e ho passato le mie ferie sul Mediterraneo in pieno agosto.
Solitamente trascorrevo le mie ferie nel mese di giugno risparmiando una cifra notevole nelle solite pensioncine della riviera, con quello che risparmiavo riuscivo a trascorrere il ferragosto in montagna.
Quest’anno mi è andata male, ad Agosto solo mare mentre giugno l’ho passato, come al solito, a far finta di lavorare.
Ma torniamo indietro di qualche mese, e più precisamente al giorno di Pasquetta.
Il Camagnino piccolo ha un compagno di scuola con il quale ha legato più di tutti gli altri, il papà è un veneto genuino mentre la mamma è quella che qui considerano una forestiera, una Siciliana purosangue.
Decidiamo, per la classica gita fuori porta che segue la Pasqua, di passare una giornata insieme.
Siamo a tavola, ci stiamo abboffando di carne sapientemente grigliata da un amico comune che nasce il progetto, perché quest’anno non passiamo le ferie insieme? Affare fatto, il progetto prende piede, i bambini potranno passare le vacanze insieme, le mamme chiacchiereranno al sole mentre noi papà potremmo visionare le bellezze locali esprimendo pareri più o meno benevoli sul materiale che potremmo ammirare comodamente seduti sotto l’ombrellone.
Subito chiedo all’amica Siciliana di trovarmi un albergo, una pensione, un agriturismo, insomma una locazione vicino alla loro abitazione marittima in modo da poterci vedere senza fare chilometri di strada.
Lei s’informa e mi aggiorna, cifre da capogiro per l’albergo, mentre per l’affitto di un appartamento possono bastare un paio di biglietti da mille.
Inizio a rimpiangere l’Adriatico, con la stessa cifra potevo passare quindici giorni servito e riverito nella solita pensioncina a tre stelle.
Ormai mi sono esposto quindi pago.
A un tratto la proposta: perché non venite ospiti a casa nostra? Lo scroccone che c’è in me si è subito rivelato, affare fatto.
Il problema è che la casa non è quella che i nostri amici hanno in riva al mare ma la loro residenza di campagna, solo pochi chilometri dal mare, una ventina.
Venti chilometri non sono niente se le strade sono arterie di grande comunicazione, ma sono infinitamente lunghi su stradine all’interno della Sicilia, circa trenta di minuti di saliscendi su strade abbandonate da Dio.
La decisione è comunque presa, va bene siamo [...]

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